Sole dal ventre abbagliante, simile a un idolo indiano! Mare dai flutti prostrati, che strisciano, sgomenti, all'infinito, immensa strada selciata di schiavi! …. e il tuo corpo adorato che portiamo con noi!…
Oh! nulla arresterà la mia corsa verso la Morte!… Soli divoratori, soffocateci fra le vostre braccia incandescenti!
Con tutto lo slancio degl'innumerevoli vostri incensieri d'oro, sollevatemi, o Mari! Scagliate la mia anima consunta, verso lo Zenit, come vapore d'incenso!…
O Sole! portatore di fiaccole incendiarie che appicchi il fuoco alle cime dei monti, mura merlate della terra! O Mare dalle mille braccia d'avorio gesticolanti …. e il tuo corpo adorato che portiamo con noi!…
Raggiungeremo così i confini del Mare… E alfine chinandoci a picco sull'infinito, in mezzo al notturno franare delle costellazioni sublimi, che crollano giù in vaporose valanghe, noi vedremo nell'abisso senza fondo dei flutti la faccia lunare della Morte…
Ma tu tremi, Giulia! E le tue mani tese implorano clemenza dal Mare e dall'Ignoto!…
La voce di Giulia.
Amante mio, dove vuoi trascinarmi così? Fermati! Siamo lontani assai dalla riva, perduti sul Mare infocato… Dammi, dammi le tue rosee labbra da baciare voluttuosamente, perchè il mio cuor sonnolento vi riposi!
3.
In alto mare.