Ahimè! febbrili vapori striscian sui fanghi brucianti del mare!… Io sento dissolversi tutto il corpo mio putrefatto!… La vista mi s'imbroglia, e mi sanguinan gli occhi sotto i chiodi del sole!… Ma no… Balza, rimbalza il mio corpo, dinoccolato, come uno scheletro che a pezzi si sparpagli, mentre balla una giga sfrenata intorno a te!… Intorno a te, mille putride ossa, dalle ventose fetenti!… . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sono gli sparsi pezzi del mio corpo, coperti di vermi neri, pesanti, villosi, e salgono all'assalto della tua bellezza superba!… Accaniti, battagliano essi per la conquista della tua nudità, e abbeverarsi vogliono del tuo amore!… Ecco le mie dita!… Eccole! (Non tremare, poichè calmo rimango ad osservarle, lontane, come si osserva una lunga teoria di formiche!…) Ecco le mie dita!… Da sole son penetrate fra le tue cosce!… Oh! già tu fremi di voluttà profonde, e il tuo rotondo ventre si riga di sudore, e sussulta!… e sussulta!… Vedo già sul tuo volto le ombre verdigne che macchiano i cadaveri… È dunque tanto dolce, lo spasimo che le mie dita ti danno, lontano da me?!…
L'Odio, lo spaventevole Odio e la Discordia si scatenano nel mio corpo!… Le mie membra si mordono fra loro mentre tu ti abbandoni alle mie dita scellerate!… E son queste, che vincono… più forti delle mie labbra, e più forti della mia anima… queste dita, queste mie dita che adori!… Anch'io—che vuoi?—Anch'io mi sento vile davanti a loro, nè saprei arrestarle… Le guardo, mentre violente e disperate s'accaniscono a spossarti, a esaurirti dal piacere, rapide, sempre più rapide, prima che gli altri arrivino!…
S'affrettano come ladri… Sono grotteschi intrusi… sono stranieri per me! Sono le dita d'un altro… le dita d'un morto!… Non siamo forse già morti e putrefatti noi pure, noi tutti?… La divisione in me regna, come fra i vermi d'un carnaio!…
Vedi, mio amore? Le labbra mie, le mie orecchie ed i miei occhi, sentono, guardano e sorveglian le dita, ruggendo!… Profondi abissi separano le nostre membra, e giammai, checchè facciamo, potremo esser soli!
È tardi! Troppo tardi!… Mai più potrò raggiungere io le mie dita lontane che vittoriosamente ti accarezzano! Oh! come ansimi dal piacere!… Non fosti mai—confessalo!— non fosti mai più terribilmente felice!…
5.
Stesi sulla sabbia.
Che hai, amante mio?
La mia voce.
No!… La carezza delle mie dita,
non l'avrai più!… Le mie dita
non le avrai più… perchè muoio
di gelosia!…
Sono dieci, son mille, gli amanti che ti cercano
E tu dimmi, tu gridami sulla bocca
qual'è il preferito!… Lo voglio!…