«Ahimè! la mia vecchia spada che un tempo levai tra le tresche fiamme dell'Aurora, la mia buona spada è smussata!… Galoppai per trent'anni, e il mio cavallo ormai è arrembato, e sputa i polmoni!…
«Che importan le Campane? Non potrò mai toccarti, o mia Stella ideale, o mio unico Sogno, Sete della mia Sete eterna, o sorridente Stella che fuggi di cima in cima!.,. Mai non potrò fermarti nel cavo delle montagne sublimi, nè avvincerti, per inchiodarti alla vetta d'un promontorio, o affascinante Stella dalle labbra diaboliche!…
«In una grande sera apocalittica incoronata d'una vasta aureola, io scorsi la tua morbida, azzurra nudità, e da allora mi ostino a inseguirti con un galoppo di ciclone devastatore!
«Ecco: ho raggiunto già i confini della terra, e tu fuggi per sempre, e tu fuggi, inesorabile Stella!… Il mio grande corsiero, rotte le reni, crolla e domanda la morte! Io sono vinto, agonizzo, e più nulla dal cielo nè dall'inferno m'aspetto!… . . . . . . . . . . . . . . . . . Perdonami d'aver lungamente, immensamente amate le tue Labbra ideali, o mio Sogno supremo, o Stella delle Stelle!…
12.
INNO ALLA MORTE.
Acide grida m'han trivellata l'anima da parte a parte… Dove, dove udii già questo strido verdastro? . . . . . . . . . . . . . . . . . Or mi ricordo… È il terribile strido dei naufraghi sublimi, ebbri mortalmente d'ideale, che bevono alla tristezza augusta delle Stelle!…
Un giorno, in un gran porto, sauro, bituminoso, pieno d'alberi di navi in grovigli di malefiche croci, e tutto palpitante di vele, come di ali d'enormi vampiri, io mi trovai—per qual caso?— sotto le basse travi d'una bettola da marinai, alla punta d'una gettata, su palafitte malferme. La sera colava il suo olio, dai bronzei riflessi di cangianti putredini, e le onde n'eran tutte impeciate… —Burrasca! burrasca!—mugghiavano i marinai. Vidi, attraverso i vetri, carene d'ebano angolose, fumanti come incudini, e, nella bruma, giganti fuligginosi che martellavano spade arrossate a un ardentissimo fuoco!
Il cielo color di sabbia e d'ocra s'indurì, più insuperabile che le mura d'un chiostro…
—Inchiodate gli ormeggi!—ululavano i marinai, con le mani a portavoce;—serrate tutte le corde al bompresso! Soffia il libeccio!…—