Urrà! balliamo, o mio cuore,
sulla cadenza del rullio! Balliamo!
Son molti i viaggi che al mio cuore s'impongono…
Tutti i naufragi inghiottenti mi attirano!…
A me, a me la Rosa spampanata dei Venti!…

Le vele sopra il mare, le nuvole al tramonto gonfiano già le loro rosse guance d'arcangeli, soffiando fanfare di guerra che bersagliano gli echi e li crivellano, perchè alfine io veleggi incontro all'Impossibile negli abbaglianti vortici delle loro bufere!

Che vedo mai, lontano, fra quel cozzare confuso di grandi massi di fosforo, e fra quei tintinni di lampi affilati? Una gran roccia nerastra e angolosa erge la sua figura di scheletro elegante… La sua cima è d'avorio, rotonda, simile a un cranio enorme, e la luna d'acciaio tagliente scintilla ai suoi piedi neri quale una falciuola insanguinata!

È la Morte dalla falce leggendaria! È la Morte che assiste al tenebroso bacio che io depongo, o Mare, sul tuo unico dente frantumatore di rocce!… Distruggiamo! distruggiamo! distruggiamo!… Poichè non v'è splendore che in questo verbo selvaggio, tagliente come lama di ghigliottina, distruggiamo! distruggiamo! distruggiamo!…

O Mare gonfio d'odio e di rancori eterni, le mie vene assorbirono la tua liquida follia, e cento volte ti torsero nei loro innumerevoli intrecci, precipitando il tuo folle galoppo sulla china esasperata del mio furore, per gole strangolatrici, attraverso le arterie, verso il mio cuore, verso il mio cuore che tutto intero ti bevve!

Il mio cuor t'ha bevuto, e perciò io ti sento salire e ribollire nelle mie viscere in flussi e riflussi di collera, mentre ritto sulla punta di un promontorio la tua furia sfido, ritemprandomi le guancie al tuo schiaffo dentato di schiuma e di frantumi di roccia!

O Mare, io sento la tua voce che urla nella mia gola profonda i comandi rabbiosi dei piloti, imbavagliati dalla pioggia, fasciati di bruma, al timone, fra grida annegate dal vento e dalla disperazione, nella tempesta!…

O Mare, io sento la tua voce che urla nella mia gola profonda, le bestemmie dei piloti rovesciati ad un tratto, quando la prua si solleva in pieno sogno e s'impenna sognando d'arrampicarsi a grandi scatti di schiena su per la serpeggiante salita di un lampo!

Mi sento qui, nel petto, lo sbatter delle vele che tu gonfi, ho nell'ossa le alberature scricchiolanti dei velieri moribondi che rantolano, come un organo gigantesco, sotto le tue dita feroci,.. e dalla mia bocca vapora la nebbia salata del tuo alito! Oh! balza, balza alfine fuor dal mio corpo, di spiaggia in spiaggia!… Son io che ti scateno, o Mare, verso un'atroce carneficina, verso la Distruzione impossibile!…

Scoccata è l'ora del naufragio della Terra! I grandi fari si rizzano, per offrire un tesoro d'effimera luce!… Frugarono i fari nei profondi, e ora traggon dall'acque alghe e coralli splendenti! Sono le luminose viscere della terra, che ci porgono essi, a mani piene, di sopra alle nuvole!…