Contro la speranza di ricostruire

O gran Mare ribelle e veemente! Gran Mare vendicatore! Mare di caucciù nerastro!… Su! Balza! Balza, in un elastico slancio, di sopra alle nuvole, fino allo Zenit!… …. E poi piomba e ripiomba, instancabile, come una palla di gomma, enorme, pesante! Sfonda le rive, i porti e i docks accovacciati siccome bufali, sotto le loro contorte corna di fumo!

Schiaccia, o Mar, le città dagli androni di catacomba, e schiaccia, senza posa, il popolo vile dei gozzuti e degli astemî… e falcia, e falcia, d'un solo colpo, mèssi rattrappite di pieghevoli schiene!… Sfonda le pance miliardarie, come tamburi, sonandovi la carica.. e lancia, e lancia, o Mare vendicatore i nostri cranî esplosivi nelle gambe dei Re!… Oh! non è questo… dite, Vagabondi e Banditi, il vostro giuoco di bocce?… Urrà! Urrà! Urrà!…

O Mare! ti libera dalla palpitazione immonda delle vele membranose che s'intrecciano come ali di vampiri, e che covano sui ponti delle navi le balle scintillanti simili a enormi uova d'oro!…

Col tuo flusso e riflusso, sforza e devasta, o Mare, i grandi porti d'ebano strangolati dagli scogli e soffianti dalle lor bocche anguste un alito rosso, sotto Fumi giganti e diritti, coronati di stelle, che superbamente li calpestano con passi di fantasmi!… Sforza e devasta le rade africane che tre cannoni inchiodati in batteria sulla punta d'un molo vorrebbero ancora difendere, accosciati in agguato come i cani fulminati d'una capanna maledetta! Sforza e devasta le insenature solitarie che le vaganti piroghe ammantate di bruma visitano furtive, con fiamme sospette striscianti sull'acque d'acciaio!…

Ed i tuoi porti arcigni com'antri di stregoni, dormenti sotto l'occhio verdastro e tondo d'un faro che veglia, a notte alta, come un gatto a tregenda… e golfi, e rade, e porti dai voraci cantieri, dai moli tesi come lunghe braccia di ladri che brandiscan tenaglie contro la fragilità tremolante dell'isole lontane… assalta, o Mare, al crepuscolo!… Assaltali, facendo impennar le tue ondate… ed allacciali coi tentacoli formidabili de' tuoi flutti di elastico smeraldo!…

Dà fiato alle trombe delle tue raffiche!
Getta il terrore nel cuore delle città tenebrose,
e col rovescio schiumante delle tue onde schiaffeggia
il grosso grugno rugoso delle oscure fortezze
occhiute di lanterne che sanguinano
nell'acqua nera!
Schiaffeggia le fortezze,
e torci le lor baionette, capelli ritti
che brillano al chiaro di luna!…
Scardina e sradica alacre le ferree muraglie
fasciate dalle tue trecce giganti
in triplici nodi gordiani
cui mordono gemme radiose!…
Sconvolgi i promontorî, spezzando con un gesto
le torri sovrane dei fari,
e pesta, e sminuzza con gioia
sotto i tuoi instancabili piloni,
le corazzate che scintillano,
fiammanti al sole come divise militari!…
Addenta, o Mare, e mastica, e rimastica
il loro guscio di colossali aragoste,
e gli speroni e gli alberi, e le miopi troniere
e le antenne forcute, pavesate di rosso,
simile a chele a cui pènzoli un lembo di carne!

Indi rapido ammassa e mille volte arròtola brandelli di vele, frammenti di navi, carcasse di velieri, in pallottole mostruose!… Fa che risalgano a galla dal fondo dei tuoi abissi e poi, facendo scattar come molle i tuoi muscoli onnipotenti, scaglia al cielo quelle masse incandescenti come bolidi, nei vortici delle forze siderali!…

—E quando alfine sarà distrutta ogni cosa?—

—Allora… oh! allora perchè fare ancora la fatica di rifare le favolose armature d'un gran mondo ideale, sulle ruine dell'antico? Qualunque sia il nostro sogno, non partoriamo che Odio! Nulla sa costruire la mano dell'uomo se non prigioni, e nulla sa fucinare se non pesanti catene!…