Oh! come siete destri, scoiattoli di fuoco roseo che correte su pei rami contorti dei fumi! Mi auguro la vostra folle agilità e la vostra gaiezza bizzarra di clowns. Per noi, per noi soli, o Motore, fanno allegria quei cignali di porfido dal grugno ferrigno che grufolano fra l'erbe grasse dei vapori balzando attraverso quella boscaglia di fuoco!…

Dove sono?… Dove sono?… Piombati, scomparsi in un subitaneo svenimento del suolo…. Aspettami, buon Motore, e contempla in silenzio! Ecco un torneo magnifico di belle fiamme cavallerizze ritte su alti cavalli di fuoco che corrono in giro sì rapidi da sembrar privi di zampe!… Siamo in un circo stupefacente!

__I teatri vulcanici.__

Il Vulcano, gran signore, è prodigo di spettacoli. Voi non mi vedete, belle fiamme cavallerizze, nè voi, rossi tizzoni che vi cullate su altissimi trapezi subitamente mangiati dal turbine degli attori sopraggiungenti! Son donne nude interamente coperte delle loro chiome d'oro abbaglianti…. Biondezze soavi e modulate di carni e di velli, e qua e là criniere di leoncelli trascinati pigramente a guinzaglio…. Ad un tratto, da tutti i palchi di quel circo fastoso si sporgono castamente donne-fiamme verdi, intollerabilmente acide…. Io non vi amo, poichè vi rodete d'invidia nel contemplare la gioia traboccante e l'impudicizia scorticata viva di quelle nudità che cantano! La vostra stupida gelosia fa crollare il vasto teatro. Più nulla! Io non vedo più nulla!… Poi, lentamente, attraverso la bruma s'abbozza un rossore, là giù, come un'immensa piaga color di rosa sotto molli filacce di fumo violetto…. Tutto s'è impiccolito, ed io contemplo davanti a me dei fori, bocche informi di grotte paffute…. Si difendono, le grotte, con i loro cespugli, come con lunghe mani che lavorino a maglia lana ardente o che intreccino il giunco dei bei riflessi color d'indaco!

Urrà! L'orizzonte si squarcia…. Addio, care rondinelle dal corpo bipartito di bragia e di carbone, che volate via sfiorando coll'ala quei lontani laghi di fuoco…. Addio, sciami pesanti d'api, che succhiando fiori v'arrostite in quella serra tropicale…. Io sognerò di voi e del vostro corteo variegato che ora turbina sull'alveare immenso delle fiamme! Il vostro ronzìo vorrebbe ancora trattenermi…. Vedi, mio buon motore? Il gran popolo delle fiamme m'accarezza e m'incatena soavemente!… Belle fiamme amorose…. Io posso soltanto obbedire a questo cuore indomabile che balza in avanti. Udite la sua volontà che s'esalta nella rosa russante dell'elica? È lui, che vi stiracchia così, lunghissime agili fiamme, giovani meccaniche scapigliate, mentre trattenete la mia lunga fusoliera irrigidendo i vostri muscoli scintillanti. Udite la sua fame, la sua sete, che si scatenano in latrati?… Il mio cuore-motore mi trascina con lo slancio di 300 fox-terriers tenuti con forza a guinzaglio. O mio cuore-motore, qual volpe fiuti nel vento?

Lasciate tutto! Io m'involo verso il riverbero di quel Sahara lontano…. O maledetta foresta di fiamme inestricabili, che bruscamente sali per sbarrarmi la via, fogliame enorme di metallo nerastro con strida di gazza e con strani cinguettii d'uccelli!… Più lontano, come mai potrò evitare quel grappolo d'aquile furibonde che s'accaniscono sulle mammelle sanguinolente di quel flessuoso palmizio? Ma l'oasi si sfascia e le grida strazianti della carne vegetale si sparpagliano in scintille.

Non vedo più che rocce da tutte le parti, paesaggi di granito e d'ardesia, massi fumanti, con fori rossastri o pensose finestre che guardano! E ora sono villaggi africani, fulminati dal sole! Ma i fumi, orde di negri, dànno l'assalto, appiccando fuoco dovunque, sotto grigiastre e panciute nuvole di zanzare!… Maledetto bastione roccioso, che strapiombi su quell'abisso dove la putredine fiorisce verde-dorata! Per poco non mi s'è infranta l'ala, per poco non sono caduto sui sinistri gonfiori di quell'immonda poltiglia fatta di tutti i cadaveri d'un esercito arabo rovesciato giù dalle mura!…

Quanti sobbalzi!… O mio monoplano! O mio monoplano, io ti lodo di saper dare con tanta audacia la scalata a questo càos di rocce! Da una parte l'oceano di liquido fuoco del vulcano, dall'altra un'insurrezione di picchi impennacchiali di fumi chiari, che mi guardano impassibili in mezzo al precipitare di cento valli color marrone dall'alito ammoniacale.

Per non sentirvi più, io mi scaglio in avanti, a rischio di cozzare sull'orizzonte di ferro che sembra impenetrabile tanto è rafforzato dai suoi grossi bulloni gialli ben ribaditi. Un gorgo d'aria umida mi costringe a riabbassarmi nel cavo d'un burrone fra odori di bagno turco e di corpi sudanti. Il mio cuore-motore, che mi precede, s'imbizzarrisce già fra cespugli spinosi di gaz policromi…. Attraversali, dunque!… Che t'importa, se le mie ali devastano la boscaglia di queste verdi esalazioni?

Ammira, piuttosto, lo splendore di questo corteo di piccole fiamme puntute che volano come rondini dipinte dai pennelli del sole al tramonto! Noi voliamo in mezzo alla germinazione violenta del fuoco. Mai più tu avrai la gioia, o mio cuore, di contemplare brulichii così cupi di forme irritate e di caldi colori!… Con un volo planato io scivolo fino al fondo di questo nuovo abisso…. Che è mai questo rumore di pietre dietro di me? Le mie ali hanno spazzata la cresta delle scogliere…. Il paesaggio è sempre più tormentato.