Ho finalmente raggiunto, o Vulcano,
il margine fresco, là in fondo,
all'inestricabile foresta dei tuoi àliti….
E balzo lontano, laggiù,
verso il gran corpo dell'Italia
che devo ridestare….
Su! Su! La guerra scoppia! La guerra è scoppiata!
Alzati, bel corpo possente,
penisola intorpidita!
Drizza la tua statura immensa sotto lo zenit!
Che piacere provi mai a sonnecchiare così
nella tua alcova mattutina d'argento polverizzato?
Motore, mio motore, raddoppia
la tua velocità! Dobbiamo correre
lungo tutto il suo corpo
e morderlo, e stordirlo, e fargli vento
con le mie ali!
Presto! Regalo ai venti
tutte le belle collane di rubino
con cui il Vulcano mio padre
abbellì le mie èlitre….
Prendete! Prendete, belle nuvole! V'offro anche queste gloriose e pesanti parrucche bionde, cosparse di zaffiri e di granate, con cui potrete ornare le vostre teste scarmigliate dalla brezza.
Prendete! Non le volete? Peggio per voi! Le getto in mare, poichè non so che farmene! E il mare ne è tutto arrossato!… Agito le mie ali per liberarle dalle mussole e dai veli di fuliggine di cui son cariche ancora…. Ormai è giorno! Affrettiamoci!… Il cielo! Il cielo puro! Io mi sprofondo nel cielo, come in un abisso d'azzurra passione!…
Tutte le nubi carnicine o rosee mi gridano stirando e snodando le braccia con mollezze di sciarpe di seta: «Ben venuto, bell'uccello temerario! Ben venuto!»
Volo sui pesanti battiti del mare, la cui groppa floscia si schiaccia sulla spiaggia…. O promontorio! O toro che vorresti scagliarti contro di me, puntando come corna minacciose i tuoi ulivi scarniti! Tu fiuti come me l'inebbriante odore del temporale.
Ora un brutale acquazzone gualcisce e accartoccia la seta dell'orizzonte! Lo attraverso come si passa correndo sotto una grondaia…. Vi stupisce il mio coraggio, tristi nubi avvizzite e scolorite che ondeggiate laggiù, pèndule le braccia, con falotici dondolii, poveri vestiti da maschera d'un carnevale bagnato? Io son più bello di voi, perchè le mie ali vollero somigliare alle fiamme dell'Etna. Le mie ali, arrossate dai possenti tabacchi vulcanici, sembrano un forte paio di baffi conquistatori sopra la burbera faccia di quella nube che lascio dietro di me.
E questo vi diverte, o villaggi, poichè v'odo gridare giocondamente: «E' passata a volo spiegato sopra di noi! Chi? Chi? La guerra!… Oh! Eccola!… La guerra passa volando, a una fantastica velocità, come un fantasma, come un raggio, come un lampo, scagliata verso il confine!»
O commmozione terribile di angoscia pesante!… Cresce infatti il calore e la luce pesa, e sento nel mio cuore i tonfi sordi che fanno le scialuppe ballando legate contro i fianchi del piroscafo.
4.