Bisogna mirar dritto e tirar tutti insieme al disopra dei terrapieni di quella nuvola, su quelle immense macchie bianche che coprono qua e là i serpenti sfolgoranti dei binari! Maledetti specchi acciecanti delle risaie, da cui la luce rimbalza rabbiosamente!… Vedete, là, vicino alle rotaie? Mirate al centro! Facilmente si sbaglia! Non v'è modo di regolare il nostro gran tiro obliquo! Scendiamo più in basso, e puntiamo su quella gialla scarpata di bruma 300 bocche da fuoco! Coroniamo di batterie solari quelle colline di vapori incendiati! Così si potrà calcolare l'alzo di tutti i cannoni e spazzar le rotaie d'un colpo solo…. Puntate questo cannone contro la saracinesca aperta di quella nuvola fortificata! E sfondate, suvvia, quella trincea di raggi rossi!… Impossibile! Quel maledetto uccello bianco ci balla davanti agli occhi, e ad ogni istante ci taglia la linea dei tiri!…

__Io.__

Miserabile folla di femmine chiassose,
inutilmente, inutilmente spingete
come una gialla marea l'ammasso cencioso
dei vostri corpi sudanti
sulle affascinanti rotaie!
Le vostre nudità che sprizzano
fuori dalla tela bianca e folle
si lacerano invano
in gesti e in grida convulsi, battendo
i sassi carbonizzati della ferrovia!
Squarciate, squarciate pure
contro la terra
le vostre povere poppe sballottate,
otri goccianti di sudore,
sotto la pioggia fangosa dei vostri capelli agglutinati!
Unite pure lo sforzo dei denti
allo sforzo dell'unghie insanguinate!
Nulla potrà impedire che regni la guerra!
Donne, fanciulle, cadete ad una ad una,
e a mucchi, e a centinaia,
sotto il fischiar degli obici
che vi scagliano i soli!

Ma non fuggite. Cresce la vostra folla. Un immenso arruffio di camiciole e di corsetti stracciati copre i sentieri fra le esplosioni delle risaie, spaccate dai proiettili…. Il cielo ha munizioni abbondanti! Guardate quei treni di nebbia violacea che passano all'orizzonte! I loro lenti vagoni sono pieni d'accumulatori atmosferici e di tempestosa dinamite! Artiglieri dello zenit! Raddoppiate il tiro! La canaglia strappò già 200 metri di binario!… Batterie di Soli! non riuscirete dunque mai a spazzare la strada ferrata! Io v'aiuterò!… Su, su, motore, centuplica i battiti focosi delle tue arterie metalliche! Io mi slancio orizzontalmente, quasi rasente terra, fra questa vasta mèsse di femmine, zucche e melloni chiomati…. Ecco: la mia ala destra, con un gran colpo di falce ne decàpita un centinaio!…

Oh! rabbia!… E' troppo tardi! Odo il grido straziante, straziato, della prima locomotiva…. Grido verdegiallo, getto di bile e di veleno che sale dritto nella luce viva! Grido guerriero della prima locomotiva, ferro rovente che brucia il corpo convulso del treno! Treno carico di soldati…. Cinquanta vagoni, anelli colossali di una formidabile catena che risuona lugubremente nell'uscir dalla terra! Giro velocemente, e con un altro colpo roteante di falce la mia ala sinistra riprende con gioia la sanguinosa mietitura, decapitando 1000 femmine in fila lungo il binario che vibra. Urrà! E' finito!… La terra ha paura e trema…. Il convoglio sale, gonfiando il suo gran dorso di rumore e il suo pennacchio di fumo che vela per un momento i 200 soli puntati, vomitanti la morte….

Vicino, a 50 metri, ecco il petto favolosamente tragico della macchina!… O gran petto opprimente che ti gonfi colle scosse e i sussulti d'un'asma di gigante! Singulto tuonante che respinge le nubi con urti bruschi, in uno sforzo continuo di soffiare, per respirar meglio, tra i grossi materassi del caldo che crollano giù in valanga!… Il treno rallenta cauto, sprizzando dai finestrini 10000 teste che urlano….

A destra e a sinistra, le folte file delle donne decapitate, come altrettanti inaffiatoi agitati piovono un roseo squisito tepore di sangue sopra i vagoni, ceste di ferro ricolme di frutti vivi. Avanti, treno rosso! I due grandi ventagli di donne scarlatte schizzano orrore sulla folla in delirio che avviluppa la casa del cantoniere…. La folla s'ingolfa per la porta scoppiata, come una tortuosa gomena che s'accanisca a passare per la cruna d'un ago…. Il primo gruppo che entra riempie la casa d'un albero bizzarro, mostruoso, agitato da un vento di follia. Albero dalle liane vive, che s'annodano e s'intrecciano destramente per espandersi alfine sulla terrazza e giù dal parapetto, in grappoli vermigli dagli àcini urlanti!… Ma è tanto violenta la spinta, che la terrazza, come un vaso, subitamente trabocca….

E' una cascata umana che precipita
giù
accelerando così la marea che sale e poi ricade
giù.
Nulla può fermare, oramai,
il getto forte della fontana di sangue
e il suo pennacchio abbondante
e la sua grandine enorme di facce sfracellate
sull'immensa campagna assetata che la beve.

5.

LA PESCA DELLA GRAN FOCA VERNICIATA.