Io salgo con balzi veementi su, su, verso le nuvole del tramonto, gran diga d'ombra dietro la quale s'ammassa l'acqua trèmula e dorata della sera…. Nell'avanzarmi, scorgo attraverso la rosa turbinante dell'elica, e lontano lontano, quell'acqua dorata che sussulta, trabocca e cola veloce pel piano inclinato del cielo, tutta d'un pezzo, massiccia…. O ebbrezza dei miei occhi che la bevono! Grida purpuree di gioia stupefacente…. L'orizzonte intero vacilla per l'entusiasmo nell'enorme ondata di liquido oro che viene da Porto d'Anzio….

Più stupida d'una tacchina, la Campagna romana fa la ruota sotto di me, spiegando la sua coda immensa di ginestre ocellata di tombe…. Ma l'ironico mare, luminoso e dorato, le dà una lezione di futurismo, suggerendo insolentemente la visione d'una vasta officina elettrica dal pavimento lucido…. I suoi isolotti color di rame, sono chiomati di scintille, come dinamo…. Quasi mi sembra di udirne l'esaltante ronzìo….

Mi fermo sopra Roma, all'intersecazione solenne delle strade celesti, felice di essere in mezzo al gran popolo simbolico e mutevole delle Nuvole.

Perchè s'affretta così quel piccolo cirro elegante, snello e biondo chierico dalla sottana rossa e dalla cotta bianca? Ora s'inginocchia sui gradini del cielo…. A lui fu dato l'incarico d'accendere tutti i ceri delle costellazioni.

Ecco il loro direttore spirituale: un nuvolone nero, panciuto e solenne che semina nella brezza ipocrite benedizioni e sorrisi dolciastri…. Non è più che un pesante idolo obeso con quattro paia di braccia tutte convulse di lampi.

Ma nulla agguaglia il disgusto che m'ispira quella nube porcina e bigotta dalla quadruplice pappagorgia…. Sdraiata sull'orizzonte occidentale, finge di sonnecchiare; con la bocca spalancata rasente le onde che sembrano denti su cui, ecco, ora passa una lingua di fuoco giallo…. Consolatevi, occhi miei, sulla delicatezza di quelle nuvolette color di rosa, agili e leggiere…. Accorrono da tutte le parti, felici e affascinate, si dànno la mano e ballano in tondo, intorno a me e certamente per me solo!… Mi sfiorano…. Potrò forse gustare il loro bacio delirante?… Oh! dispetto! Già s'allontanano, bizzarre, capricciose, indecise….

Ritorna il vento ballerino, e il suo ritmo di danza eccita i piedi flosci delle nuvole che si raddrizzano con eleganza. Ondeggiano i loro fianchi orlati d'oro…. Com'è bello quel braccio che s'inarca con grazia squisita, salendo verso il rocchio di fuoco abbagliante! No! No! Non mi è mai accaduto d'ammirare dei fianchi di nuvole così languidi E quell'ascella color di rosa e nera?… Donna o nube, non so…. Il suo bel corpo vorrebbe fondersi a volta a volta e disfarsi sparpagliandosi…. La nuvola si sdraia prodigalmente per offrirsi meglio, e per me solo le sue belle poppe pesanti si gonfiano di desiderio….

Oh! ma perché fuggite, belle nubi carnali?
Perché vi coprite il seno e il bel ventre
tondo,
con tanta castità spirituale, immateriale?
Temete il sole? Al diavolo il sole brutale
che all'orizzonte impone il suo sesso rovente
fuori da quei lenti panneggiamenti di vapori nerastri
lamellati di lampi!…
Il temporale sta per scoppiare
come una foia spaventevole!
E' infatti la lussuria elettrica del cielo
che mette in fuga le nuvole vergini e sagge…
Fuggono così rapide, che lasciano sul mare
una miracolosa mantiglia di lustrini azzurri
ancora pronta ad avvolgere
divine forme aeree.

Fuggono così rapide, che lasciano laggiù su quello scoglio un garofano rosso urlante di passione, e più lontano quei due, tre, quattro tamburelli d'echi vibranti e ridenti che continuano, ancora il loro ritmo gaudioso e i loro saltellanti arpeggi di baci.

A guancie gonfie, il vento soffia per infiammare d'amore i vetri infocati di quella città che svanisce subitamente…. Il vento torna poi a spingere il mare con le sue balle di stracci turchini che si trasformano a poco a poco, in chiare vele di carta!…