__Io.__

Non andar via! Alza il capo, e sorridimi! Se il motore si ferma, sai pure che il mio cuore continuerà a rombare violentemente spingendo dritto avanti il mio bel monoplano dall'ali bianche!…

Giro intorno, a duecento metri d'altezza, sul prato tutto impregnato del latte di materna felicità di cui volevi nutrire mio figlio, il figlio tuo, che io non ti feci…. Per la seconda volta, io formo, volando, una corona terribile di spine sulla tua bella fronte che sanguina!… Suvvia! Non si tratta dì Cristo, nè di Calvario!… Ho sudicie le mani, viscoso il volto, e volo nella mia fetida doccia d'olio di ricino. Ma quando scendo, il tuo alito mi profuma…. i tuoi prati indolenti mi lanciano a soffi l'odore ebbro dei fieni e il profumo del tuo seno inquieto, e la voluttà profonda della terra….

Teneramente, teneramente, per imitare il molle abbandono delle erbe folli, il mio monoplano scivola col leggiero trasalire d'un canotto, alla deriva in questo fiume di latte, le cui rive sinuose non sono altro che nuvole intrise d'argento vivo!… Il mio corpo ha il desiderio e l'orgoglio sensuale che provavo, una volta, lasciando la mia bocca galleggiare a caso, sulle onde del tuo corpo….

Il mio monoplano felice condivide il mio piacere, mentre contemplo tranquillo la minuziosa cura con cui la luna spiega, fino ai più alti fastigi dello Zenit, i suoi veli di turchese cosparsi di polvere argentea…

Con instancabile arte ella si sforza d'abbellire senza fine l'arcata del cielo sotto cui la tua fragile casa incantata, che sembra aerea, s'avanza a piccoli passi ovattati….

Ascolta lontano!… E' la voce della luna…. Comincia altissimo il suo canto, sul picco di una nota acuta inaccessibile, poi ruzzola giù, fino alla nota tonica, per due sentieri melodiosi, paralleli, dagli scoscendimenti spasmodici che la costringono a saltellare soavemente!… Il doppio canto della luna s'arresta —ascolta!—improvvisamente, al muro di un'azzurra finale che soffoca ed atterrisce!… Non è questo il simbolo musicale dei nostri destini cantati? Io so, io so quel che pensi e non mi dirai…. Come sarebbe bello starcene tutti e due sul tuo balcone, al quale ci si affaccia in abbandono, a respirare amore, dolcezza imprecisa, fino al momento in cui la penombra intima della camera ci chiama nei cantucci verso una delizia più precisa, verso un maggior piacere acuto e intenso!… Come sarebbe bello starcene l'uno accanto all'altro, affacciati nel fresco immenso silenzio, e con aperta la bocca ai granelli sparsi o volanti dei rumori minuti, delle voci lontane, sempre più tenui, e bevute dai vapori dell'orizzonte!

Sentiremmo salire alle nostre mani, alle nostre braccia, alle nostre guancie, la tremula acqua pesante, tutta piena di pruriti, l'acqua vasta dei baci e delle carezze, che bruscamente crolla in calda cascata sulle nuche, e le piega!… Per desiderarci di più! Per desiderarci di più!… Fino al momento confuso in cui non ne possiamo più! I tuoi occhi supplicano ancora!… Si tarda!… Si prolunga ancora l'attesa!… No, no, basta!… La tua mamma s'addormenta già nel suo seggiolone, presso la lampada velata di rosa…. Tu alzi il roseo braccio ignudo per abbassarne la fiamma. Le mie labbra frettolose ti sfiorano l'ascella…. Allora, a passi cauti di lupo, tu mi trascini verso la vaga mollezza del divano amico…. Il tuo sorriso azzurro che brilla e si lagna mi sussurra: «Ella dorme!…» Ed è la tua voce, già bagnata, un po' rôca, imbavagliata…. Oh! non ne hai colpa tu, mia piccola amica, se ti faccio oscillare sopra la testa un papa!… Facesti tutto quello che dovevi per farti adorare senza fine, perdutamente…. E m'hai offerto una grande felicità, tutta la felicità terrestre, fra le tue mani graziose, appetitose, che sembrano da mangiare, da bere, da suggere, frutti e fiori dei paradisi d'una volta, giocattoli, dolci squisiti, per la mia bocca infantile, merende divine di tutte le belle domeniche non ancora abolite dal mio cuore futurista!…

Ma quella felicità non bastava, purtroppo, al barbaro febbricitante che ingigantisce nella mia pelle!… Chimico, fisico, curvo, sulla miscela di me stesso, io stavo preparando la nuova fusione della felicità metallica!…

Grazie, grazie ugualmente, mia piccola amica, per l'amorosa tazza di the, dissetante e profumata, che ho lungamente bevuto fra le tue labbra calde!… Grazie, poichè mi ha brutalmente, d'un tratto, raddrizzato lo stomaco ed il pensiero bellicoso!…