Suvvia!… È un'indecenza! Svegliatevi! Presto! se non volete che io sfondi le vostre finestre con un colpo d'ala! Credete dunque molto bello ciò che fate, sdraiati, là, nei vostri letti, a gambe aperte, con le mani tra le coscie o coricati sul fianco con le ginocchia piegate, oppure con le gambe allacciate a quelle dello vostro donne?
Voi meritate che gli obici sfondino a un tratto i vostri tetti e vi schiaccino, marmellate coniugali! Puah! sembrate caduti a terra, piatti come sterchi di vacca! La guerra! La guerra!… Capite, udite questa grande parola: la Guerra? Su! E' semplicissimo! Bisogna balzare in piedi! Su ritti! Spalancate le vostre finestre ed i vostri balconi! Aprite tutte le porte! E uscite dalla prigione del sonno, per seguire a ritmici passi la Guerra, liberatrice di schiavi!
Ma voi russate! E' vergognoso, è indecente, è immondo! Tutti, giudici e agenti di polizia, vi dichiarano che non si può copulare in mezzo alla strada, nè pisciar fuori dagli orinatoi, nè palpare le donne nella folla, nè violare i ragazzini…. Eh! via!… Si tratta di ben altro!… Il sonno! Il sonno! Ecco l'unica, la più esecrabile immoralità!… Dormendo—capite?—dormendo, voi offendete le leggi sublimi della vita! O Sole! O Sole! fracassa tutte le vetrate della città, e spazza fuori dalle case tutti questi poltroni che hanno l'inaudita impudenza di dormire!… In verità, lo stomaco mi si rivolta! Oh! le pesanti esalazioni di tanti sonni! Che nausea!
Per fortuna, vi sono ancora quelli che non vogliono mai andare a letto perchè hanno orrore del letto! Vi sono quelli che amano alzarsi la mattina, prestissimo, e che se ne vanno, orgogliosi di essere soli, con le loro canne da pesca sulla spalla, o col fucile ad armacollo, verso la pesca o la caccia!
E infatti, dormono forse gli uccelli? Ascoltate il gran popolo dei passeri, che cinguetta sugli alberi, rumorosi teatri dai cupi gradini!… E le rondinelle sputate dai fucili del vento, le rondinelle che mescolano, lacerano e arruffano i loro voli capricciosi, le udite? Passeri e rondini non dormono, o, per dir meglio, non dormono più! Tutti gli uccelli si ribellano, gridando il loro disgusto sul nauseante brodo fangoso che il sonno distribuisce prodigalmente in fondo ai refettorii mefitici della notte. Quanto a voi, Italiani, che udiste ieri sera le trombe squarciate della guerra, che fate là immoti, già predisposti alle cure delle tenebre, imbalsamatrici di cadaveri?… Che fate, infornati e caldi nella farina delle vostre lenzuola, come pani di cui la morte regolerà la cottura? Non vedete che le case non dormono, con le loro chiare facciate che aspettano, agitate da angosciosi riflessi, la festa dall'aurora?
Non vedete che le acque non dormono?
Fiumi, canali e ruscelli,
non dormirono mai!
Scorrono sempre gridando:
«Senza riposo! Senza riposo! Senza riposo!…»
E le puttane, dormono forse?
Irrequiete sotto la dirotta pioggia elettrica delle lampade,
dànno la caccia ai sessi impazziti
che la notte ha stanati….
E i cani dei carrettieri? Camminano abbaiando di tanto in tanto fra le ruote tonanti dei carri colossali….
E gli automobili di piazza, dormono forse? Ah! no!… Sempre desti. I loro chauffeurs, i loro motori, che sonnecchiano appena, son sempre pronti a partire, tra le gialle fiamme, chiacchierone e smorfiose, dei lampioni che fanno lunghi inchini…. Sia gloria agli automobili di piazza, che salvano il mondo dalla morte totale del sonno!
Gli automobili di piazza sono belli e orgogliosi come le stelle! Nemmeno le stelle dormono, ma corrono, facendo grandi gesti folli per salvare da collisioni fatali le prue salienti dei pianeti, che forse stanno per investirci a tutto vapore?