Sia maledetto il giovane che adora il suo letto e che non casca dal sonno tutto il giorno per aver scatenati i suoi istinti durante la notte Sia maledetto il giovane che non è convinto di essere diventato, finalmente, padrone della città, dopo mezzanotte, con tutti i suoi sputacchi lanciati a ventaglio sull'ordine carceriere e sul sinistro come-si-deve della società!
O Duomo di Milano! Io ti ho spaventato sfiorando con la mia ala di gabbiano I tuoi scoscendimenti mostruosi di secolare scogliera…. Io sono, dici, un milanese che va troppo in fretta. E' infatti la tua tenerezza sbigottita che colora di giallo e di rosso e di nero e di verde e di bianco la pelle trasparente delle tue vetrate camaleontiche. Sono io che t'irrito, ogni sera, lanciando la palla del mio cuore più in alto della tua madonnina dorata!
O piovra smisurata dai tentacoli bianchi, tu tremi al sentirti stringersi intorno a te la vastissima rete delle rotaie scintillanti con tutti i loro tramvai, anelli multicolori che la sera s'adornano d'alghe verdi e di coralli…. Tu piangi sulla tua sorte, cattedrale arenata in mezzo al chiassoso tumulto della più grande stazione del mondo?… Ah! ah! Verrà il giorno —i Milanesi ne sono capaci!— in cui si potrà costruire un treno colossale, tratto da una gigantesca locomotiva, per riportarti in paradiso, d'onde tu fosti spedita, in altri tempi, dai Fratelli Gondrand!…
Odo un immenso clamore laggiù, alla punta estrema della città…. Affrettati, o mio motore, sono gli studenti, che in marea rumorosa hanno inondata la stazione! Cari studenti, scolari d'Italia, noi partiremo tutti insieme per le vacanze! Vacanze del fuoco, del sangue e delle rosse follìe, in cui potremo finalmente giocare a foot-ball coi nostri cranî pesanti!… Io vi raggiungo, sono già, sopra di voi, mentre vi urtate brutalmente per trovar buoni posti nei vagoni, accanto ai finestrini, da cui potrete tirare, prima degli altri, sul nemico. Oh! perchè non ho la vostra bella noncuranza infantile, o studenti infornati nei treni militari dei quali precipitate il galoppo conquistatore con la furia e la follia delle vostre grida lunghe, mordendo le reni della locomotiva che si squarcia in bianco vapore?
Vorrei assaporare come voi, lentamente, la polpa del paesaggio primaverile, che soffre un poco dei primi tagli geometrici incisi dal sole…. Volo seguendo l'abbagliante evasione dell'aurea pianura lombarda senza confini…. Sono vestito del più bel cielo del mondo, succinta veste orientale a larghi fiori color di turchese ed a rami dorati…. Ma il mio cuore immelmato si rifiuta alla gioia e non so più volare con disinvolta gaiezza! Sono forse allucinato?… Le mie orecchie percepiscono un fragore di carrozze e di carri sulla tela delle mie ali…. Questo scalpiccìo di passi pesanti che s'accanisce dietro di me, non esce dal mio petto sgomentato? E questi grossi venti balordi strideranno ancora per molto tempo contro il muro della mia cameretta volante?.. Non sono dunque solo? Non sono mai solo! Il vento rude s'abbatte sulla mia testa col calpestìo d'una folla sul marciapiede, ed io l'odo dal fondo di una cantina!…
I venti forti s'appoggiano con le dita brutalmente!… Terribile rumore di mani invisibili che s'attaccono, molli, alla tela delle ali!… Altri s'aggrappano alla mia fusoliera…. Schifosi contatti che mi inorridiscono!… Ecco ora la mia esasperazione si comunica al mio motore, e comprendo, comprendo la nervosità tossicolante e pigra dell'elica…. So bene che le tue ruote, o mio monoplano, si sono impigliate, durante la notte, fra i troppo profumati capelli d'una donna…. Ma questa non è certo una buona ragione per tremare come un vile davanti alle correnti d'aria, che, vispe e birichine, non hanno veramente minaccia alcuna di pericolo!
Le campane, stamane non hanno i loro soliti suoni rosati e bagnati di tenerezza…. Campane di noia e d'amarezza inesprimibile, state dunque per frangere sotto i vostri colpi il sole, salvadanaio dorato i cui soldi aspettati debbon pagare regalmente la festa?… Il vostro soffrire diffuso disillude il cielo e spezza il mio slancio…. Ma nel cielo danzante della mia anima scomposta, ecco splendere fra i pensieri amari fuggenti zone di speranza dorata….
Arrota le tue ascie, o Luce della battaglia, e taglia la carne ruvida delle mura, e ammucchia le tue colossali fascine di sarmenti, per meglio appiccar fuoco alle arruffate capigliature dei giardini!
10.