Tu guarda, Santo Padre, cogli occhi dello stomaco, quell'ufficiale tarchiato, ritto presso la sua tenda! E' il gran capo dei capi di tutti gli eserciti nostri, il primo cordon-bleu che cucina la guerra fra il sonoro tintinno delle gavette felici!…

L'Austria è ben lungi dal dominare la costa, Ecco infatti trasporti traboccanti di cavalleria, i cui nitriti e le cui folli criniere sventolanti entusiasmano il mare! Trecento carri a stanghe all'aria sulla banchina infocata si offrono loro fervidamente…. Io vorrei attaccarvi, piuttosto che cavalli, grandi aquile forti!… Tutti i cavalli da tiro, tutti i cavalli da soma, e anche i muletti, s'impennano inebbriati dal possente odor della guerra e dalla folleggiante canzone del cannone!

E' il cannone, che mi guida…. Ed io volo sui torvi scoscendimenti d'un paesaggio scarnito e scavato dagli aratri tonanti della bora!… I miei baffi folleggiano al raddoppiar del vento soffiato dalla mia elica liberante. Ma qual presentimento, qual brusca intuizione rilancia verso la riva il mio desiderio?…

__Il massacro dei sottomarini.__

Esploro il mare che va placandosi a mille metri sotto di me e mi rivela luminosamente le sue viscere verdi…. A cinque gomene dalla spiaggia, quelle zone di rilucente smeraldo sono alti fondi di sabbia. Quel bellissimo vello dalle striscie rossastre macchiate d'ombra è un ammasso di fuchi. Ah! sangue futurista!… Ah! canaglie!… Questo temevo!… Ecco i sottomarini!… Son due…. Son tre…. I loro manometri indican certo sei braccia di profondità…. Sto a piombo sopra il più grande, magnifico pesce febbrilmente amoerrato dalla maglia elastica di sontuosi riflessi smeraldo e topazio…. Tutto distinguo, la cupoletta del chiosco e il cofano di prua e quello di poppa. Non sono ermeticamente chiusi, poichè ne sprizzano a quando a quando vive sorgenti di gemme gazose.

Trecento metri mi separano dal mare…. Il periscopio dei sottomarini non può denunciare la mia presenza…. Oh! il torcicollo degli ufficiali in vedetta sotto le troniere orizzontali!… Potrebbero vedermi soltanto se salissero alla superficie!… Sembrano oziar spensierati, i sottomarini…. Strana manovra: i due più grandi si sfiorano come se stessero per accoppiarsi, grandi squali in amore!… Ah! ah! ora vedrete!… Ho venti bombe ben piene, ed ognuna contiene cento chili di melinite! Due sole basterebbero a spopolare rapidamente un gran lago pescoso. Ecco ho premuto un bottone: s'è aperta la botola, le mie bombe piombano su di voi!… Urrà! Che bel pennacchio! E che fracasso tonante che si lacera in sibili di rabbia!… Ciclone di vapore e di schiuma schiaffeggiante! Il mare s'incava…. Vortici innumerevoli…. Poi tutto si ricompone…. Guardiamo!…

Il sottomarino è sventrato. La prua affonda a vista d'occhio…. Oh! che fortuna!… Ecco: il secondo sottomarino anch'esso s'inchina sempre più…. ferito a morte? Ma dov'è la ferita?… Vedo, vedo una gran buca ornata d'un fascio nero di teste e di braccia! E' il pànico…. Tutti si scagliano ferocemente verso un'uscita!… La stiva s'empie d'acqua, e l'acqua sale rapida…. sale, allaga il ponte chiuso, giunge alla macchina…. La macchina s'arresta.

Oh! divertente e spaventevole angoscia! Gettate, gettate pure tutti i piombi di soccorso! Non potrete mai chiudere il portello dello scafo sottomarino?… L'acqua vi cade sul capo dalla cupola del chiosco. Le turbine di poppa rimandano meno acqua di quanta ne beve la falla…. Non vi stancate inutilmente!… Vedete: è semplicissimo! Faccio un cerchio nell'acqua con la dinamite, e il terzo sottomarino verrà a raggiungere gli altri due già morti!…

Ecco un altro pennacchio abbagliante d'acqua scarlatta.
Lugubre detonazione nelle budella
sonore, interminabili del mare….
Le case della riva son brutalmente lavate
da tutte le macchie che le insozzano: tetti e finestre!…
Il terzo pescecane vuoi pagliaccescamente morire….
Mi mostra il suo culo, fuori dall'acqua,
grondante, convulso. Tre marinai, un guardamarina
aggrappati al balconcino del chiosco.
La prua scomparsa nella sabbia? E' possibile?
Ho decapitato il gran pesce…. Il suo collo reciso
beve golosamente tutto il mare.
Ma le alghe lo soffocano…. Si riempie
lentissimamente. S'ode ancora il motore,
o son piuttosto i ballasts d'acqua russante
che si dibattono tra i due scafi di ferro….
Automaticamente l'aria compressa delle stive
vorrebbe respingerle e far risalire
a galla il sottomarino.
E finitela col vostro monotono e stolido gridio!…
Crepate,
crepate alfine in silenzio, o pescicani austriaci
che non avevate il coraggio
di navigare alla superficie!…
Uno sputacchio sopra la poppa, prima che affondi!…
E poi ritorno indietro, involandomi
verso i chiari ossami dei monti
che i trapani accaniti della battaglia
scavano in tondo.

__La battaglia.__