—Sono tutta per te! Se ti piace... Ho deciso così, in quella notte infame. Giurai alla Madonna che mi sarei data al primo Italiano vincitore che mi fosse piaciuto.
Senza fine la baciai, la baciai, mentre Graziella implorava come in sogno con una voce monotona quasi meccanica piangendo felice.
—Lavami, lavami, lavami, amore, lavami!
La camera si gonfiò di delirio e di fantasia. Navigava in cielo, forse rapita dalla corrente della via Lattea. Notte illimitata, ebbra di sublime. Notte fuori dallo spazio e dal tempo.
Il corpo di Graziella era morbido, elegante, snello, e rovente. Vibrava graziosamente sotto le carezze, moltiplicando i suoi profumi di terra felice d’essere riconquistata. Era veramente il dono della Vittoria.
Non avevo amore per Graziella, ma una frenesia di spirito e di nervi travolgente, tenerissima.
Mi accinsi alle più meravigliose voluttà con tutte le delicatezze e insieme uno strano impeto brutale e anche un allucinante slancio artistico fatto di preziosità stilistiche e di cadenze musicali.
—Lavami, lavami, amore!
Fui un fabbro impazzito e un maniaco cesellatore. Ero fuori d’ogni legge sociale umana o divina come un gallo contento con la gallina ideale del pollaio mio.