Infernale strimpellamento di note chiare, argentine. Questa, nota, però, sorda, si spacca. Ho la sensazione di essere in un enorme tamburo sudanese martellato da un magdi che chiami a raccolta cento tribù per una guerra sacra.

Ghiandusso mi porge gli occhiali d’acciaio paraschegge. Ma io li do a Menghini. Preferisco comandare cogli occhi nudi fissi nel grande occhio orizzontale della blindata. Vedo e controllo tutto. La strada intorno schizza polvere sotto la grandinata di ferro che prende di mira la mia 74.

Mi sembra di essere l’impiantito di una platea durante un veglione. Ho come una pressione di acqua sul capo. Sono forse in fondo al mare, palombaro preso a codate da squali di bronzo? Però, dentro, tutto procede con ordine perfetto. La mia mitragliatrice di cupola spara rubinettando i suoi bossoli vuoti contro il mio gomito destro. I nastri si seguono filando nelle mani sollevate di Ghiandusso. Ad un tratto, una mitragliatrice s’inceppa. Ripiglia. Poi, secondo inceppamento. Le mie due mitragliatrici tacciono. Approfitto della sosta per salire in cupola. Caccio la testa nella botola-osservatorio.

Dietro le case di Flagonia una folla di popolo segue coraggiosamente allo scoperto le sorti della lotta. Più lontano, sul bianco della strada, un galoppo di cavalli nel polverone dorato. E’ la nostra batteria a cavallo che giunge.

Danza di corpi grigio-verdi su groppe tumultuose, criniere al vento, scintillii e grondare di luce sulle ruote-raggiere. Con rapida manovra si ferma. Il primo cannone ha già puntato la sua volata lucente contro gli austriaci. Tutti gli uomini a terra dietro l’affusto.

Sulle pariglie che ripartono il polverone s’innalza spiraleggiando, sino al sole che certamente comanda in persona la batteria. La sua tonda faccia di metallo in fusione tutta divorata dalla sua stessa bocca urla:

—Fooc!

Squarcia di vampa rossa-blu fra le case.

Spraang spraaang di granate sulle creste verdi. Un secondo pezzo è puntato. Le mie due mitragliatrici riprendono il loro ritmo di laminatoio. Tatatatatatatatatata.

—Fermate il fuoco!