«Intanto 20 equipaggi da ponte, 4500 metri di passerella tubolare, 4500 metri di ponte, sono preparati. In complesso, contro le 63 divisioni e mezza austriache e i loro duemila pezzi, noi abbiamo schierato 54 divisioni e 4750 pezzi.

«Il nostro fuoco d’artiglieria s’iniziò fra Brenta e Piave alle ore tre del 24 ottobre. Alle ore 7 e 15 balzano le fanterie sul Grappa. Il 26 ottobre la resistenza sul Grappa è più che mai accanita. Sette divisioni italiane contro nove nemiche.

«La sera del 26, si gettano i ponti sul Piave. Sono travolti. Altri ponti sono gettati nella notte del 28.

«La mattina del 28, il 17.º corpo comincia a passare a Salettuol e l’8ª armata comincia a passare fra Pederobba e Falzè.

«Nelle prime ore del 29, l’ottavo corpo, sui ponti della Priula, passa e prende Susegana; il 17º corpo entra in Conegliano; una colonna di lancieri e di bersaglieri ciclisti entra in Vittorio Veneto. Il 30 ottobre, crolla il Grappa.

«La disfatta degli austriaci, iniziatasi il 28, resa inevitabile il 29, si conclude il 30 con la catastrofe.»

—Vous avez raison! Vous avez raison! interrompe il colonnello agitando le mani timide e tremanti. J’ai toujours pensé que le peuple Italien est un grand peuple.

—Et quels soldats magnifiques! aggiunge Rose Barn moltiplicando i suoi sguardi voluttuosi al capitano che la guarda con insistenza.

Mentre fissa il capitano, Rose Barn distrattamente urta col piedino il mio piede sinistro. Il mio scarpone d’alpino non vieta il passaggio dell’elettrica vibrazione. Rose Barn mi piace molto. Sono abituato a non lasciarmi sfuggire questi eleganti animali femminili che prediligono gli assaltatori audaci, e pur partendo sempre con un programma astuto nel cervello, non si rifiutano certi amplessi spensierati volanti e disinteressati.

Sarei contentissimo di passare una notte con Rose Barn, anche se la notte precedente fosse stata passata da lei con l’amico Raby. In guerra bisogna marciare e non marcire. Nondimeno più d’ogni desiderio carnale urge in me un imperioso orgoglio italiano che vuole manifestare nettamente la sua nativa squisitezza spirituale. Prendo dunque la parola, con tono energico e guardando negli occhi senza ironia il colonnello che ora sorbisce con delizia il nostro caffè: