—Io non sono stato giolittiano e neutralista come te, e leccapiedi di tutti i professori germanofili. Dove eri nelle giornate di maggio?

—E tu, dove eri?

—Io, risponde Sacco, era ancora un ragazzo, ma almeno mi divertivo con fior di mezzi.

Risata generale. L’espressione fior di mezzi suscita una ilarità irrefrenabile. Il tenente Paccagnella, effettivo, bel ragazzo snello, elegante, viene dal corpo dei mitraglieri, già ferito due volte. Un po’ effeminato nelle mosse. Interrompe annunciando che fra due giorni cominceranno le manovre con la 1ª divisione di cavalleria e i bersaglieri ciclisti per prepararsi alla grande offensiva prossima.

Il capitano Raby a capo-tavola ride ironicamente. Ventisei anni, grassoccio, tende alla pinguedine. Mangia poco ma ne soffre perchè ghiotto. Faccia quadrata, grassa, piccoli occhi; tipo di turco.

Se avesse il fez! Pigro, molle, dorme molto, intelligentissimo, però. Nasconde evidentemente delle riserve di energia preziosa. Ha inventato un motore a scoppio senza cambio molto semplificato. Grande memoria, sa quasi tutto. Crede fermamente nella teosofia, vuole spiegare tutto colla gradazione teosofica delle vite. Ufficiale effettivo di cavalleria. Dice:

—Io non credo assolutamente nella cavalleria come truppa celere, utile. Non credo nelle tanks data la canalizzazione del Veneto. Ho comandato per due anni le autoblindate, a Gorizia e durante la ritirata, e ci credo. Se potremo slanciarci avanti coi bersaglieri ciclisti faremo cose grandi. Tutto al più qualche plotone di cavalleria per collegamento fuori dalle strade. Possono evitare gli accerchiamenti.

Il piccolo Bosca entra nella sala brandendo una bottiglia di moscato.

—Altro che cavalleria! ci vogliono donne, donne per prepararci!

E’ dimagratissimo dagli innumerevoli infortunii sul lavoro erotico. Corpo esile fragilissimo, ma grande forza nervosa e volontà. Intelligente, pratico, attivo, coraggioso e assetato di cocotte.