Ti ti ti ti ti ti ti ti ti d’insetti.

I volumi degli alberi setacci di rumori si sfasciano sotto la pasta dei rumori. Catalogare tuttiiii rumori presto, presto impacchettarli e spedirli a volo ai lontaniiisssimi silenzi affamati di rumori.

Il cielo nero è un orecchio infinito circonvoluto, circoncanalato, contatore di rumori. 3 miliardi, 6 miliardi, 9 miliardi di rumori!

Le acque veggenti copiano, copiano, azzurri copialettere della notte attentissima.

La costellazione dello Scorpione è una muta fucileria di stelle, sparate contro il lontano ma prossimo Sole. Ma se ne infiiiiischia laggiù la locomotiva di quel treno di guerra che corre stringendo nella sua pancia sotto le sue mani di grasso fumo il rovente Sole imbavagliato che urla lunghe griiiida rosse disperatissssssime e trionfali di fuuuuufufuoooocooo.


La chiesa di Bevadoro puzza come una stalla ed è piena di contadine che hanno un odore forte, belle vesti a colori. Alcune zoccolanti. Altre fruscianti in calze di seta e scarpini.

Siamo seduti sul primo banco. Don Luca, prete di Bevadoro, rude sessantenne, abbronzato, ha due piccoli ragazzini di otto anni che servono la messa. Sembrano ammaestrati. Don Luca fa un cenno e il primo ragazzino gli solleva la tonaca nera. Subito l’altro ragazzino tira fuori dalla tasca della sotto-tonaca un vasto fazzoletto giallo e lo pone nelle mani aperte del prete. Queste soffiano tre volte rumorosamente un gran naso rossastro poi si ricongiungono. Il fazzoletto ripreso automaticamente dalle mani alzate del secondo ragazzino sparisce nella tasca. Allora il primo ragazzino lascia ricadere la tonaca. Don Luca comincia:

—Dunque oggi vi parlerò dell’Immacolata Concezione... Taci, Giuseppino, fa silenzio! (rivolgendosi a un moccioso). Come vi dissi nella predica precedente, i profeti avevano annunciato che una vergine di Galilea... Mariettin! sì, sì, te. E’ una vergogna venire in chiesa così scollata per eccitare i soldati! (rivolgendosi a una ragazza che arrossisce, Don Luca scende fra i banchi e le tira l’orlo della camicietta). Sei una sgualdrina! Dunque i profeti avevano annunciato che una vergine di Galilea sarebbe stata scelta come sposa da Giuseppe il falegname, e divenuta madre pur rimanendo immacolata, avrebbe dato la luce al divino bambino Gesù. Ora è in Paradiso. Come la vostra vacca nella stalla è circondata da tante mosche, così la Beata Vergine è circondata da tanti angeli nel paradiso. Tantum eeergooo! Silenzio!... Quest’anno ha tempestato. Non verrò a raccogliere l’uva nelle case. Quelli che vogliono portarmela vengano coi canestri nella canonica. Sacrameeeentuuum!

Don Luca fa poi un primo giro di questua tra i banchi della chiesa. Ma davanti al primo banco tira con ostentazione dal portamonete due soldi e li fa cadere rumorosamente nel piatto.