—Ti ho scritto ieri una lunga lettera, per finire tutto fra noi.

—Perchè?... Non capisco.

—Ho stracciato la lettera; non pensarci... Quando mio marito non sa cosa fare mi parla male del futurismo. Non sa nulla, ma ti odia. Crede che ci sia un semplice flirt fra di noi. Cioè, non vuole sapere. Ha il terrore di sapere. Scherza ironicamente su me e su te. Che pachiderma! Talvolta mi guarda negli occhi, paurosamente. Forse vede spuntare nel mio sguardo la possibilità d’una confessione e cambia discorso! Sa che sono capace di questi colpi di testa. L’altra mattina disapprovava la scelta del collegio per Adolfo. Lo trova costoso. In realtà è un collegio per bambini snob, con dei sistemi di educazione troppo chic, un collegio come direi puf puf... puf. Insisteva. Mi sono seccata, gli sono saltata addosso e craac colle due mani gli ho graffiato le guance. Tutto insanguinato! ah! ah! ah! Che ridere! Lui, il professore, così preoccupato della sua pelle. Subito panni freddi, compresse gelate!... Dopo le mie sfuriate però si calma, non mi secca più. E’ un uomo lento, ha bisogno di essere trattato male... Anche tu hai bisogno di essere trattato male. Se ti dicessi per esempio che io desidero la sconfitta dell’Italia cosa mi faresti?

Io la prendo, la stringo, la bacio, la stritolo. Implora pietà. Si abbandona all’amplesso e mi grida nello spasimo!

—Caro! Caro! Sarò buona! Sarò docile! Farò tutto quello che vuoi! Ho scherzato. Penso tutto ciò che vuoi. Amore! Amore!.... Amore! Viva la Guerra! Viva la guerraaa! Viva la guerraaaa!...

Quell’ora d’amore è stata così assorbente e intensa che non ci siamo accorti dell’uragano.

Fuori con Maria Baldini godo il crepuscolo limpido gioioso sulla campagna fresca e soddisfatta. Ogni verde di pianta e d’erba ha il suo tono preciso. A sinistra le voluttà dilatate brillanti dei giardini sotto le manate di viola porpora e d’oro che l’autunno il vento e il sole al tramonto rimescolano buffamente. A destra il canale Battaglia con un ritmo lento d’acqua verde ammonisce ironicamente la veemenza delle automobili militari e degli autocarri che si incrociano sulla strada come vampe di grossi calibri. Con ritmo lento il canale Battaglia ci accompagna sino al ponte. Un carabiniere. Tre carabinieri. Altri carabinieri qua e là vigilano quella villa dove abita il generale Diaz. La placida Villa Bondi dell’Orologio, facciata a colonnine, architettura piena di grazia e moine, parco folto e invitante all’amore, contiene il pensiero ordinato della nostra guerra mentre il canale Battaglia ha il ritmo sicuro della Nazione e la strada scaglia automobili, autocarri e motociclette verso il ponte, sotto un Caproni maestoso inghirlandato dal volo capriccioso di tre caccia.

Sento l’offensiva prossima. In Albania e in Macedonia gli Austriaci avevano 4 divisioni contro 2 e mezza dell’Intesa. Ora ne hanno 6 poichè ne hanno ritirato 2 dalla Romania. Non potendo facilmente fermarsi sulla linea di Nisch gli austriaci debbono formare una linea salda sul Danubio. Questa linea esige 20 divisioni per lo meno.

Stanno racimolandone 6 in Ucraina e ne ritirano 8 dal fronte Italiano. Fra pochi giorni vi saranno dunque circa 50 divisioni Austriache contro le nostre 50 divisioni.

XVII.
DUELLO FRA CAVIGLIA E LA PIOGGIA