Per tornare al Gagini, mentre in Catania gli si attribuiscono tante opere non sue, nessuno gli appropria la suissima Madonna di S. Domenico fuori le mura. La paternità ne è stata dimostrata dal sullodato di Marzo, il quale ha pubblicato il contratto fra lo scultore e Lodovico Platamone vescovo di Siracusa, mediante il quale l'artista si obbligava a scolpire, con altre due statue, una simigliante in bellezza, anzi ancora più bella che quella da lui stesso lavorata in Palermo nel 1526, e non ancora consegnata, per commissione dei frati domenicani di S. Maria la Grande in Catania. Ora, sapendosi che il moderno S. Domenico era intitolato una volta, per l'appunto, S. Maria la Grande, e notandosi alla base della Madonna gli stemmi dell'ordine Domenicano, non sarebbe già possibile dubitare che questa è propriamente la statua del Gagini, se pure la mano dell'autore non si rivelasse nello stile dell'opera, in quella soavità dell'espressione cristiana nella quale il Gagini fu unico — dice il Galeotti — come unico fu Michelangelo nella terribilità.

S. DOMENICO — ANTONELLO GAGINI: MADONNA COL BAMBINO.
(Fot. Ursino).

MUSEO DEI BENEDETTINI — PIETRO NOVELLI: S. CRISTOFORO.
(Fot. Brogi).

MUSEO DEI BENEDETTINI — ANTONELLO SALIBA: MADONNA COL BAMBINO.
(Fot. Alinari).