—A Villa Bisani, a Portici…. se loro accomoda.
—A meraviglia. Allora, per domani?
—Senza dubbio.
—Alle sei del mattino?
—Alle sei.
Come ebbero preso congedo dai rappresentanti avversarii, il duca di
Majoli e Vittorio Giussi scesero al caffè, in quell'ora popolatissimo.
Si guardarono attorno, a lungo, attentamente; Andrea Ludovisi non
c'era.
—Cerchiamo dalla parte della musica,—disse il Giussi.
Dopo pochi passi, sotto la viva riverberazione dei fanali elettrici, esclamò:
—Eccolo lì.
Fermo accanto alla victoria, col bastone dal manico d'argento sotto l'ascella, infilando lentamente un guanto, Andrea Ludovisi conversava con la baronessa di Fastalia, che si sporgeva verso di lui con dei movimenti d'una eleganza lenta e squisita.