Il panorama era davvero bellissimo, assai più vasto che dalla spianata, da cui il versante dei monti coperti di boschi in basso e di nevi nell'alto non si scopriva.

Dinanzi al grandioso paesaggio, la duchessa di Neli non diceva nulla. Un velo di malinconia pareva ricoprisse il suo volto, e un'espressione di stanchezza era in tutta la sua persona.

Come Guido Olderico le si trovò di faccia, vicinissimo, scorse ad un tratto i suoi capelli della fronte tutti filettati di bianco.

III.

—Verrà?… Non verrà?…

Passeggiando rapidamente da un capo all'altro della terrazza della sua villa, la duchessa di Neli si rivolgeva per la centesima volta, da che aveva incontrato l'Olderico, quella domanda. Ella aveva ancora dinanzi la sua figura aristocratica, dai gesti agevoli e corretti; sentiva ancora il suono della sua voce quando, al ritorno dal romitorio, preso posto nel landau della marchesa, si era intavolata una discussione sulle cose dell'arte e della letteratura, ed egli aveva svolto delle opinioni e manifestati dei gusti delicati, squisiti, quasi femminili. Aveva ancora promesso di mandare dei libri alle signore, e la duchessa contava su di questo perchè quella relazione si annodasse. Ora ella si pentiva di non avergli dato ad intendere che la sua compagnia le sarebbe stata molto gradita, e che lo avrebbe rivisto con piacere in casa propria. Come era stata fredda, rigida, antipatica! Doveva certamente aver fatto un effetto di repulsione invincibile. Già, era così mal messa! Quella povera vesticciuola grigia!… Quella cappottina dell'altro anno!… Non aveva sorriso neppure una sola volta, non aveva dischiuso abbastanza le labbra perchè, in mancanza di gioielli, egli vedesse almeno le perle dei suoi denti.

—Verrà?… Non verrà?…

Malgrado i suoi timori e i suoi pentimenti, la duchessa serbava ancora qualche speranza. Nella solitudine di quella villeggiatura fuori mano, l'Olderico avrebbe probabilmente colta con premura l'occasione di stringere una nuova relazione. E poi, e poi…. trentacinque anni, è vero; dei capelli bianchi…. ma, con una mano sulla coscienza, la duchessa sentiva di esser cento volte preferibile a quella povera marchesa, che sprecava ormai invano tutta la sua civetteria!… Sentiva però nello stesso tempo che ella non aveva ancora molto da aspettare, e che bisognava decidersi. Per l'appunto, la rigida sorveglianza del duca si era in quel momento rallentata. Suo marito la lasciava lunghe giornate sola, per andare in città, dove lo chiamava una sua tresca che era dappertutto il discorso del giorno. Egli non la giudicava più pericolosa! La sua gelosia veniva meno, perchè egli non credeva più che ella fosse desiderabile! Glie lo aveva detto, in uno di quei suoi scherzi feroci di enfant terrible! Ah, ella era vecchia? ella aveva i capelli bianchi?… Gli avrebbe fatto veder lei, se tutti avrebbero giudicato a quel modo!

Ora, non ne poteva più; non si fidava più di durare in quel sacrifizio lungo ed inutile. Quella sua virtù finiva per essere ridicola. Tutti, dal primo all'ultimo, le avrebbero dato ragione, se ella fosse caduta…. Caduta? Era dunque una colpa il reclamare la propria parte di felicità, un poco d'amore?… E, ad una ad una, le si ripresentavano alla fantasia le figure di uomini intraviste in un salotto, in teatro, alle quali ella aveva pensato secretamente, nelle notti insonni, o fra il vuoto chiacchierio d'una visita di convenienza, o in chiesa, quando gli occhi fissi sul libro di preghiere non vi sapevano più leggere…. Sempre, sempre, il caso, la sua virtù, la sua disgrazia, la gelosia del marito, avevano arrestato il romanzo al primo capitolo; romanzi ella non poteva farne, era condannata a leggerli soltanto!… Suonava ad un tratto l'ora della rivincita! Ella contava bene di non lasciar sfuggire questa volta l'imprevista occasione…. E il dovere? Ah, se ella credeva che le grandi emozioni dell'amore, che gl'incanti di una di quelle passioni che fanno l'invidia del mondo, si potessero provare senza sacrificar qualche cosa!…

La fantasia della duchessa correva, correva, ed ella aveva già architettata l'avventura. Trovava tutto agevole, in quella campagna, nell'assenza del marito; e l'illusione era così forte che ella provava il rimorso del fallo non per anco commesso se non col pensiero. Poi, per gastigo, si derideva, si faceva beffe di sè stessa per tanto almanaccare sopra una semplice presentazione, sopra un avvenimento comunissimo, come ne ricordava mille altri.