— A ventiquattro anni sposa un uomo, un galantuomo, che le vuol bene, che le dà un bel nome e una grande ricchezza, che crede d'aver assicurato la propria fortuna. Quest'uomo, dopo un anno di matrimonio, è tradito, offeso in tutto ciò che ha di più caro: nell'amore, nell'onore. Allora la scaccia: la sua casa è vuota, la sua vita infranta. Ma ella è lontana: egli torna a vivere tranquillo, se non felice... L'altro, l'amante, crede di toccare il cielo col dito: ha conquistato una bella donna, è l'eroe d'un dramma, si sente sollevato nell'altrui considerazione. Fa i conti senza la iettatura. Era ricco anch'egli, i suoi affari prosperavano: dacchè è con lei cominciano a andar male, precipitano: si rovina, fallisce, è costretto a lasciare il suo paese! Ella ha una figlia, il marito l'ha presa naturalmente con sè: ma la madre vuol vederla, vuole averla. Litiga lungamente finchè ottiene d'aver la bambina per pochi giorni, ogni tanto. Ecco sua figlia con [pg!191] lei: la bambina si mette a letto, febbricitante. In quindici giorni è morta: morta, capisci?
Queste cose mi venivano nuove. E Alfeni parlava con tono così raccapricciante, che mi sentii turbato.
— Quanto tempo è? — gli domandai.
— Saranno due anni.
— Tu eri ancora con lei?
— No, c'era un altro.
Allora io compresi.
— Tu parli così per gelosia di quest'altro!
— Gelosia di quest'altro?... Aspetta!... Credi che abbia finito? Quest'altro pensa anch'egli di aver toccato il cielo col dito. Io, che oramai so tutto, non provo gelosia, sento pietà di lui. Dico tra me: anch'egli la pagherà! Ma potevo sospettare in che modo? Ero sicuro che avrebbe sofferto, che gli sarebbe accaduta qualche disgrazia. Un giorno lascia Napoli, parte per Torino; non c'è ancora arrivato che il convoglio precipita fuori delle rotaie. Era uno dei più begli uomini ch'io abbia mai visti — pensa un poco se ne provavo gelosia! — e gli hanno da tagliare tutt'e due le gambe; anche le braccia, il viso, tutto il corpo è una piaga. Vive qualche tempo così, poi muore. Muore, capisci? La morte ancor, come dice Carmen!
Rise d'un riso così funebre, ch'io inorridii. Ma volli reagire: