«Non potei spiegarmi, sopravvenendo gente di sua conoscenza. La invitai per il pomeriggio in una «Tea-room», una sala dove gl'Inglesi prendevano il tè, dinanzi a minuscole tavole, senza far rumore, quasi compiendo un rito.

«— Il caso governa tutta la nostra vita, sempre, anche quando ci crediamo maggiormente padroni di noi stessi. Esso ci ha sospinti alla stessa ora, da luoghi tanto discosti, in quest'angolo del vasto mondo; esso determinerà i nostri futuri rapporti. Pensate ai vostri antichi timori: non dipesero da un concorso di circostanze fortuite? Al convegno dove foste vinta, lo scoppio d'un temporale, l'incontro di un importuno, il malessere d'un parente, l'arrivo d'una notizia, il più piccolo contrattempo vi avrebbe fatto mancare. Se l'uomo che vi sedusse avesse parlato un giorno prima o un giorno dopo, un'ora prima o un'ora dopo, se non avesse toccato un certo tasto, se non avesse preso un certo atteggiamento, se non avesse proferito una certa frase, se non avesse taciuto una certa parola, non vi avrebbe soggiogata. La vostra passione o la vostra saggezza, la vostra sconfitta o la vostra vittoria, tutto il destino della nostra intima vita, tutta la successione dei nostri casi esteriori, sono stati e sono continuamente determinati da avvenimenti minimi, infimi, imprevisti, imprevedibili, indipendenti da noi, prodotti dal giuoco di forze cieche ed inconsapevoli. Oggi, a quest'ora, nè io nè voi possiamo dire che cosa accadrà di noi: tanto è probabile che ci perderemo di vista fra qualche giorno o qualche settimana, senza conoscerci più addentro, dimenticandoci, quanto che ciascuno di noi debba vivere indelebilmente nella memoria e nel cuore dell'altro. Invece di aspettare che il caso compia l'opera sua più o meno lentamente e c'imponga a nostra insaputa la sua risoluzione, vogliamo interrogarlo subito ed uniformarci consapevolmente alla sua risposta?

«— In che modo?

«Trassi di tasca il taccuino, ne strappai due foglietti, scrissi sull'uno: «Partite», sull'altro: «Restate».

«— Ecco: vedete queste due parole su questi due pezzi di carta?

«— Le vedo. E poi?

«— Io arrotolo i cartellini in modo che non si possano distinguere l'uno dall'altro, li getto nel mio cappello, così.... Voi ne prenderete uno: se sarà quello dove si legge «Partite», partirò domani col primo treno, sparirò, non vi rivedrò mai più; se sarà l'altro....

«Ella mi guardò un istante con occhi ingranditi dalla curiosità e dallo stupore; poi scoppiò in una risata, una risata schietta, sonora, squillante, che ci attirò gli sguardi severi degli astanti scandalizzati.

«— Sapete che siete un originale? Nessuno mi crederà, quando narrerò che mi fu fatta una simile proposta!

«— Mai proposta fu più ragionevole. Della stravaganza ha l'apparenza soltanto.