«— E che posso farci?

«— Vorreste prestarmi una delle vostre?

«Mi rispose una delle sue risate più sonore, più provocanti, più scandalose, da destare i vicini immersi nel sonno. Concitatamente, ma studiando di frenarmi, insistetti:

«— Che c'è da ridere?... Volete destare tutto l'albergo?... Mi avete compianto perchè mi tocca passare la notte sopra un divano!... Potete contribuire ad alleviare il mio tormento.... Se ci avessi pensato, mi sarei provvisto stamani dal camiciaio, quando comprai quella da giorno.... temete che ve la sciupi, la vostra camicia?

«— Non temo, no!... Ah!... Ah!... Ma non pensate?... Come non pensate?...

«— Che cosa?

«— Quanto sarete buffo!

«— Che ve ne importa, se non mi vedrete?

«— Ah! Ah! Ah!

«— Sono contento di tenervi di buon umore, ma ridete un poco più piano!... Me la date, sì o no?