— Silenzio!

Ma un urlo rispose dall'alto. Il padre aveva udito. Barbarini risalì sulla plancia. Vide il padre con le braccia in croce sotto il cielo nero. Lo vide calcarsi il berretto con tutt'e due le mani ed afferrare e dare una stratta alla catena della sirena da cui uscì un ruggito terribile. Lo vide ancora manovrare la manovella del telegrafo, gridando nel portavoce:

— Avanti, a piccolo moto!

Poi lo udì gettar l'ordine al timoniere:

— A dritta!

Comprese la manovra. Tutti la compresero, a bordo. Tutti cercarono di guadagnare un posto eminente, gruppi di gente salirono lungo gli alberi e sulle coffe, si arrampicarono sul ponte delle barche, si agguantarono alle gru. Tutti gli occhi sbarrati interrogavano il mare, sul quale i fasci luminosi proiettati dai fari elettrici trascorrevano rapidamente come ventagli di luce, lasciando dietro di sè una notte più nera, mentre la nave girava lentamente, ansando e barcollando, mugghiando ed ululando come un mostro ferito. Sulla plancia, Barbarini, l'ufficiale di rotta, l'ufficiale di guardia, spiavano anch'essi se nei gorghi verdi, se fra le creste bianche sorgesse un corpo, apparisse un viso. Nulla. Non si scorgeva nulla sulle reti di spuma distendentisi e dissolventisi incessantemente: solo la bocca di fiamma del salvagente luminoso ardeva ancora, sballottata dalle onde. Stanchi, inquieti, gli occhi degli ufficiali si volgevano tratto tratto al comandante. Le sue mani erano così strettamente afferrate alla battagliola come se la volessero torcere. Le braccia, il capo, tutto il corpo immobile, irrigidito, quasi inchiodato ed avvitato al palco, non aveva moto, non si scoteva, nel terribile altalenare della nave. Tutta la vita di quell'uomo era negli occhi, aridi, ardenti, spalancati sulle voragini.

— La barra a dritta!... A dritta!... Tutta a dritta!...

La «Siracusa» girò una volta, due volte, tre volte intorno al punto dove si era arrestata. Poi nessuno contò più i giri. A un tratto gli ufficiali che attorniavano il capo videro che le sue mani lasciavano la battagliola, che le sue braccia ricadevano lungo il corpo, che tutta la persona vacillava.

— Comandante!

Lo sorressero prima che stramazzasse. Lo afferrarono per le ascelle, lo sollevarono, lo trasportarono quasi di peso fra le schiere degli uomini taciti e reverenti. Inerte, con la testa rovesciata, gli occhi stravolti, non aveva coscienza. Sul boccaporto si riebbe, si raddrizzò, disse: