Si alzò, si ricompose, uscì nel corridoio. Ella vi era già, gli sorrise, gli stese la mano, come riconoscendolo in quel punto.

— Avete dormito bene, Bertini?... — A voce più bassa soggiunse: — Ti permetto di accompagnarmi.

Egli dubitò di avere udito male. Non gli aveva scritto che alla stazione di Milano doveva lasciarla, che dovevano fingere di non conoscersi? Ma poichè ella si rivoltava, quasi a richiamarlo, ad attirarlo presso di sè, la raggiunse e l'aiutò a discendere.

Un altro treno sopraggiungeva in quel momento, empiva la tettoia di frastuono e di fumo.

— Chiasso? — domandò ella al facchino,

— Chiasso, sissignora.

Ella cercò tra la folla dei viaggiatori attraversanti i binarî, avviantisi alle scale d'uscita.

— Eccolo!... — disse, riconoscendo l'alta figura del marito, intento anch'egli a guardarsi intorno; poi ingiunse: — Seguimi.

Lodovico la seguì macchinalmente. Prima che potesse riflettere, che potesse considerare quale fosse la nuova volontà di lei, la vide scambiare un bacio col consorte e poi rivolgersi verso di lui:

— Francesco, ho il piacere di presentarti il signor Bertini.... un grande scultore italiano.... un mio buon amico, col quale ho fatto insieme il viaggio....