III.
Sul lago.
Acque grigie, cielo grigio, veli di nebbie erranti sulle coste dei monti, solitudine e silenzio sulle rive fuggenti dinanzi al battello vibrante e pulsante. Ai rintocchi della campana del timoniere, Perez, ritto a poppa con gli sguardi verso le lontananze vaporose del bacino di Morganella, si rivolse, vide il pontile sporgente dalla sponda sinistra, lesse col cannocchiale il nome scritto sull'arco dell'approdo: «Promonte-Fraida», e andò a cercare la sua valigia, deposta sotto coperta per timore che venisse a piovere. Il «Ticino» era mezzo vuoto, in quella uggiosa mattinata d'autunno; nessun forestiero tra gli scarsi viaggiatori della prima classe; popolata solo la seconda, di paesani: fattori di campagna con sacchi e fagotti, operai con gli strumenti del mestiere, qualche contadina col capo avvolto nel fazzoletto vistoso, due preti che si preparavano a scendere mentre il moto delle ruote si arrestava, per riprendere subito dopo in senso inverso. Sul pontile non c'erano nè viaggiatori nè curiosi: solo due marinai della «Lacustre» pronti ad afferrare le gomene lanciate dai loro compagni di bordo.
Sbarcato con la sua valigia in mano, Perez si guardò intorno, un poco imbarazzato: Lodovico gli aveva scritto che lo avrebbe rilevato all'approdo, e non si vedeva nessuno.
— Non c'è una carrozza? Un omnibus d'albergo? — domandò a uno dei marinai.
— Nossignore. A questa stagione c'è aperto il solo «Grand-Hôtel», alla Fraida; ma l'omnibus scende soltanto alla stazione della ferrovia, a Gozzana.
— Si troverà almeno qualcuno che mi porti la valigia e mi insegni la via?
— Dove va?
— Dal signor Bertini, il cognato del dottor Salfi....
— Ah, bene! — rispose quell'uomo, con espressione di rispetto, udendo pronunziare i due nomi. — Aspetti un momento che il battello sia ripartito: proveremo all'osteria del Morello; e se mai, sono qua io.
Ma quando il «Ticino», liberato dalle gomene, fischiò sul punto di riprendere la corsa, Perez udì il fischio prolungarsi in un tintinnìo di sonagliere. Rivoltatosi, vide un calessino avanzarsi a tutta carriera, arrestarsi di botto dinanzi al pontile: Lodovico lo guidava.