— Si potrebbe trovare un altro mezzo?
— Il mezzo ci sarebbe, ma non è molto facile. Si potrebbe contrarre un mutuo, dando ipoteca sulla proprietà; poi, i denari che vi porterà vostra moglie e i vostri guadagni serviranno a sbarazzarvene. Tutto sta a trovare chi metta fuori i soldi; la casa è vecchia e il quartiere fuori mano....
— Lo troverete anche voi! Io non ho pratica d'affari; mi metto interamente nelle vostre mani.
Agostino trovò un'offerta, e cominciò a parlargli di tanto per cento, di garanzie e di altre cose in cui Salvatore non capiva niente.
— Voi mi dite che conviene? Affare fatto, non ne parliamo più.
Firmato l'atto e ricevuti i denari, Salvatore affittò una bottega del palazzo Spondelli, nel centro della città, a pochi passi dal salone di Saverio Conterino, e cominciò dal sostituire il vecchio pavimento di mattoni di terra cotta con un bel pavimento di larghe lastre di marmo, e dal rifare a stucco lucido il soffitto e le pareti.
— Chi glie lo dice a questo strappa-denti, di venirsi a mettere fra i piedi della gente? — esclamava Saverio Conterino, arrabbiato per la concorrenza del nuovo salone.
— Ora gli faccio vedere chi me lo dice! — rispose Salvatore quando gli riferirono quel discorso; e mandò a offrire due lire di più per settimana a Nardo, il giovane di bottega del Conterino.
Nardo era uno che amava di fare i suoi conti, prima di pigliare un partito. La sua ambizione era di mettere su un salone e di diventar principale a propria volta, ma la cosa era molto difficile restando col Conterino, il quale aveva figliuoli e non poteva pensare ad agevolar lui.
— Ma se non mi troverò bene nel nuovo salone? Conterino vorrà ripigliarmi? E allora dove vado? E con questo mutare ogni giorno, che fama mi faccio?