— Queste buccole non sono di buon gusto. Roba da contadine!

Salvatore glie ne comperava un altro paio. Sua moglie non doveva parere una contadina, doveva parere una signora e far la sua figura come le altre, meglio delle altre.

— Fanny è piena di voglie: buon segno! — andava dicendo, fregandosi le mani.

Poi, in primavera, lei volle andare in campagna, come facevano tutti. Salvatore affittò subito, dietro la Barriera, in una posizione bellissima, due stanze con un giardinetto, dove c'era una magnifica veduta. Non gli importava di lasciare la città, di piantare il salone e gli affari, pur di contentarla. E poi, lei si poteva bene cavare quel capriccio, con le due mila lire che aveva portato di suo!

Ma, appena arrivata, Fanny cominciò a smaniare:

— Che oppressione!... Come si fa a viver qui!... Ma che idea di cercare una casa dietro il camposanto!

A manca, in fondo, oltre i tetti di alcune casipole, spuntavano infatti le cime dei cipressi.

— Scusami, non me n'ero accorto! Un vero malaugurio! Gli è che io non ho occhi se non per te. Vogliamo andar via?...

— Ora che ci s'è, ci si resta — disse Fanny, quando Agostino, con la sorella, venne a villeggiare nelle vicinanze.

L'amico, veramente, era occupato in città durante tutta la giornata; la sera soltanto gli era permesso di andare a respirare un po' d'aria fresca. La domenica, spesso anche qualche altro giorno della settimana, Salvatore lo invitava a desinare.