— Questo è il modo di trattare gli amici? — gli disse una sera Fanny, in tono di rimprovero. E per tutto il tempo che stette lì, non gli levò gli occhi d'addosso.
Nardo era sulle spine e non gli pareva l'ora di andarsene.
— Venite a trovarmi, domani — gli sussurrò lei, stringendogli forte la mano.
Nardo, per le scale, aveva il viso in fiamme, e rideva:
— Guarda, guarda!...
La moglie del principale era una gran bella donna, non si poteva negare; ma era ancor più bella la pace! Ed Agostino doveva essersi accorto di qualche cosa; pareva l'avesse con lui e gli rivolgeva certe occhiate che non facevano prevedere niente di buono. Che cosa guadagnava a disgustarselo? Colui aveva sempre una grande influenza sul principale, e poteva discreditarlo ai suoi occhi e fargli perdere il frutto della sua bella condotta!
— Niente, cara signora; — pensava — non ne faremo niente!...
Come egli non andava in casa del principale, Agostino mostrava una cera sempre più tranquilla e sodisfatta; e poichè la situazione di Salvatore si andava complicando, Nardo si fregava le mani.
— I nodi debbono arrivare al pettine! — pensava. — Ma se io fossi nei panni dell'amico, non mi farei più sbarbar da lui.
Invece, l'amico Agostino si metteva come prima in mano di Salvatore, il quale gli veniva palpando delicatamente il collo e le guancie, passandovi e ripassandovi il rasoio sottile e lucente, che sarebbe bastato un piccolo movimento per segargli la gola.