— Via, si persuada una volta! — insisteva complimentosamente la signora Giacomina Giordano. — Nessuna casa è adatta più di questa; e poi, sotto la sua direzione, sarebbe assicurata la più splendida riuscita!

Donna Cecilia Morlieri, disgustata, metteva fuori tutto quello che aveva in corpo:

— Ora viene a farti la corte, dopo averti sparlato che peggio non si potrebbe! Scusa, cara Sabina, ma certa gente io non capisco come tu la riceva...

— Perchè?

— Ma perchè questa signora è l'amica di Motta... e tutta la famiglia ci vive su...

— Chiacchiere! — la principessa difendeva la Giordano — Non dare ascolto alle male lingue. D'altronde, se aspettano il ballo, vogliono aspettare un pezzo. Non ho denari, come debbo dirlo?...

— Non ha denari? — borbottava la signora Giacomina vicino alle Valdieri — Sfido io! dopo che sta giuocandosi perfino la camicia che indossa!

— Sicuro! E poi — rispondevano quelle — quando si è in una certa posizione, vi sono degli obblighi. Nostro cugino il conte ha dato una festa, a Trapani, che è stata una meraviglia.

— Volete dire che se dovesse stare a ricevere gl'invitati non potrebbe, Dio liberi! toccar le carte per una serata!

— È una vergogna!... Nostra zia la marchesa aveva un abito fatto venire appositamente da Parigi.