Ma lui la respingeva bruscamente:
— Va' via, che cosa vuoi? Dov'è scappato quel ladro? Che gli tenete il sacco?
— No, Alberto, senti... non gridare — e lo trascinava verso la sua camera. — Vieni... senti...
Rosa, che stava alla finestra, spiando curiosamente, sentì cessare dopo un poco le grida.
— E due! La frittata è fatta.
Tornata a casa e saputa la fuga di suo marito, la signora Giacomina esclamò, dal profondo del cuore:
— Si possa rompere l'osso del collo! — E mettendo un gran sospiro di sollievo: — Finalmente! non se ne poteva più delle sue porcherie!...
Lei voleva esser considerata, in società, e non lo aveva mai potuto soffrire per quel suo fare ineducato. Ora la sua casa acquistava il lustro che aveva sempre sognato, e la sera, quando il baronello conduceva i suoi amici a fare una partita, o a conversare, e le ragazze suonavano al pianoforte, o cantavano le romanze in voga, lei si compiaceva dell'opera sua.
Totò era stato finalmente rimandato dal collegio e faceva ogni sorta d'impertinenze e di sconcezze, in mezzo alla gente; ma la signora Giacomina diceva:
— Com'è spiritoso! Io ho dovuto levarlo via dal Convitto Nazionale: un orrore! Lo lasciavano morir di fame, un servizio impossibile! Non so come la baronessa ci tenga ancora suo figlio; il mio è stato abituato ben diversamente!...