— Oggi a te, domani a me; se non ci aiutiamo l'uno con l'altro...
— Ho i miei guai!
— A Ognissanti le avrebbero restituite. Voi che paura avete? È gente onorata...
A queste parole, donna Michela non stette più alle mosse.
— Gente onorata, quel bastardo che conta i giorni di suo fratello?.. Gente onorata, quel don Antonino, che alleva la figliuola per farne una...
— Mamma, non parlate così! — disse lui con la voce grossa, facendosi brutto e dando un pugno tanto forte sul canterano che le chicchere si misero a ballare.
Poi le tenne il broncio: non voleva più mangiare, e le parole bisognava strappargliele di bocca, una dopo l'altra. Donna Michela, che gli voleva bene più della pupilla degli occhi, non poteva rassegnarsi a vederselo dinanzi a quel modo.
— Almeno ce ne restassero riconoscenti! Ma sono più superbi di Lucifero...
— Voi che ne sapete? Sono venuti a chiedervi un favore e li avete mandati via come cani.
— Allora... sia fatta la tua volontà!.. Ma io non voglio veder nessuno, qui in casa; e cotesti cristiani non mi piace di averli neanche per compagni di processione.