Le carrozze partirono al trotto, scoperte, facendo voltar la gente per le vie, fino al Municipio, dove non si poteva entrare perchè c'era un altro sposalizio di signori e il cortile, dai tanti cavalli, pareva una fiera.
— A noi, largo! — ordinava don Antonino, con voce alta; ma i sergenti di città con lo sciabolone lo fecero stare a posto.
Come Dio volle, toccò a loro e lo sposalizio si dispose intorno alla tavola, Concetto e Nunziata in mezzo, che non sapevano dove tener le mani. L'assessore, che aveva premura, li spicciò in due parole; così, in meno che si dice, Concetto e Nunziata furono marito e moglie.
Ma come lo sposo stava per risalire in carrozza, si sentì tirare per la falda del soprabito dalla comare Lucia:
— Scellerato!.. Vostra madre è in fin di vita, al paese, e se volete vederla...
Concetto si turbò:
— Questa notizia ora non ci voleva!
— Non avete altre novità da portare? — disse don Antonino. — Malanova a voi!..
— A me? — rispose la comare Lucia tirandosi il fazzoletto sulla fronte, mentre lo sposalizio partiva. — Il Signore glie la mandi buona, a cotesto ragazzo; che queste son corna raccolte a posta per mettersele in testa.