— Eccellenza non rammento.

— Va bene, non c'è altro. Ma che è questo vociare? Pinelli, fate sgombrare il corridoio.

E l'ispettore riprese a frugare tra le carte.

— Questo che cos'è? «Navigazione generale, società, ecc. Onorevole signore, il personale di questa Agenzia trovasi attualmente al completo; mi è quindi impossibile tener conto della sua domanda. Con perfetta osservanza, ecc.» Un'altra: «Amministrazione delle zolfare del marchese Sanfilippo. Signore, il signor marchese ricevette a suo tempo la lettera che lei gli fece pervenire, e le fa sapere che pel momento, trovandosi provvisto ad esuberanza di personale, non può corrispondere al suo desiderio. Mi creda, ecc.» Tò, questo è un libretto: «Le Campane di Corneville, operetta in tre atti del maestro Planquette.» Che c'è scritto sopra? «Le... Pe....» Pinelli, venite a vedere; come dice?

Il delegato compitava anche lui:

— Pe... Se... Teresa!

— Avanti. Questi che cosa sono? Mezzi biglietti di platea del Teatro Nuovo. E questo? «Elenco dei titoli di Filippo Mordina: licenza della scuola tecnica, licenza dell'istituto tecnico, patente di lingua inglese, patente di grado superiore...»

— Ispettore, lo frughiamo? — domandò il delegato.

— Senza il signor Pretore? Oibò! — Egli faceva boccacce. — Volete farmi dare dello sbirro borbonico?

E riprese a rovistare sul tavolino.