— Gli è successo che sua moglie è scappata via, con un barbiere.

— Ci sarebbe da cavarne un terno — pensò padre Agatino, e si mise a cercare il libro dei numeri. Rivoltando tutte le carte sparse per la casa, guardando in ogni posto, dentro tutte le cassette, non gli riusciva di trovarlo, e poichè gridava e se la pigliava con le persone di servizio, la principessa intervenne:

— Che cosa cercate?

— Cerco la cabala.

Allora lei si fece un po' rossa in viso, cacciò un braccio sotto l'origliere e ne cavò il libro, dove, dacchè era a letto, non potendo meglio, aveva studiato di nascosto ogni combinazione di terni e di cinquine. Come padre Agatino ebbe trovati i suoi numeri lei vi giuocò su dieci lire e cominciò a star meglio.

Infine, la Falconara era venduta, i creditori più fastidiosi sodisfatti, e lei s'era riservata una porzione della somma, per disporne a modo suo. Ora poteva ripigliare l'antico disegno di rifar la casa, e poichè aveva denari in mano, suo cugino, gli amici, i servi, tutte le persone con cui aveva da fare ne godevano un poco anche loro ed alzavano inni di ringraziamento.

— Che buona signora!

— Che cuor d'oro!

— Meriterebbe davvero miglior sorte!

Donna Cecilia, saputa la nuova della vendita, andò a farle una visita di condoglianze. Trovando l'uscio spalancato, senza che nessuno rispondesse alle sue chiamate, si fece strada da sè dirigendosi verso il salottino dove la sua amica passava la giornata. All'improvvisa apparizione, padre Agatino e la principessa si sollevarono precipitosamente, cercando di nascondere qualche cosa.