— ... Cinque lire...

E cominciarono a giuocare. La principessa perdeva, perdeva, perdeva; tutte le sue pasticche passavano al suo compagno, una dopo l'altra, con brevissime soste. Gli occhi di lei luccicavano, le guancie si accendevano di riflessi di fuoco, i polsi e le tempie battevano violentemente, tutta la persona tremava.

Padre Agatino fece nuovamente carte. La principessa, che ebbe un quattro, interrogò il compagno collo sguardo, esitante.

— Do carte — disse quello.

— Carte...

La principessa coprì la nuova carta con l'altra, che ritirò lentissimamente.

— Nove! — disse scoprendo il suo giuoco.

— Nove! — rispose padre Agatino, mostrando il suo.

— Che... disdetta!... — E ricadde pesantemente, cogli occhi sbarrati.

Padre Agatino chiamò gente, irritatissimo. Avrebbe dovuto vincere qualche centinaio di lire e gli restava soltanto un po' di zucchero in mano.