RAGAZZINACCIO.
I.
Quando Alfio Balsamo ebbe in mano il suo foglio di congedo illimitato, mise un gran sospiro di sodisfazione e pensò a cercar lavoro. Da un pezzo, per quel pensiero della leva, per la visita subìta e le carte che aveva dovuto mettere assieme e presentare, egli non aveva toccato la zappa con un dito, e ne provava quasi rimorso.
La zappa era una sua vecchia conoscenza, tanto che aveva il manico lucido e levigato, e le mani di lui s'eran ridotte grosse e incallite, dal tanto maneggiarla. Con questo, Alfio Balsamo era uno dei più belli ragazzi di Rocca Sant'Alfio, e il tenente alla visita, nel vederlo nudo come lo aveva fatto la mamma, con quelle sue spalle quadrate e quelle gambe che parevano di bronzo, avrebbe voluto cambiar la legge, per farlo marciare al reggimento. Ma la legge diceva chiaro che il figlio unico va in terza categoria, ed Alfio Balsamo se la cavò con alcuni giorni di riposo forzato.
Tornando al paese, aveva avuto il capriccio di comprare, alla fiera di San Giovanni, un berretto rosso fiammante, con una gran nappa azzurra, che pareva tal'e quale quello dei bersaglieri. La sera, pavoneggiandosi in piazza, col berretto sul cocuzzolo e la nappa che gli sbatteva sulle spalle, formava l'invidia di tutti, perchè lui portava il berretto da bersagliere per chiasso e lo aveva comprato con bei soldi sonanti, mentre la miglior gioventù di Rocca Sant'Alfio aveva dovuto marciare e i berretti a quel modo glie li passava il governo.
La domenica, mentre suonava la musica nella piazza affollata, e le donne stavano davanti agli usci, pigliando il fresco, Alfio Balsamo non sapeva star fermo, e portava in giro il suo berretto, ficcandolo sotto gli occhi della gente, voltandosi a destra e a manca, per vedere l'effetto che faceva.
— Allegro, buonavoglia! — gli disse massaro Francesco Spina. — È il tempo tuo!
— Che volete farci! Oggi a te, domani a me. A quest'ora vostro figlio Isidoro sente la musica della ritirata.
Non doveva essere come a Rocca Sant'Alfio, quando quello andava piuttosto a ritirarsi in casa di Anna Laferra, di dove usciva all'alba, senza neanche lasciare un po' di posto a quel baccalà del marito!
— Guarda: eccola lì — e Alfio si fermò un momento, a vederla sgusciare tra la folla. — Chi sa dove corre, a quest'ora!