— E poi?... — chiese a un tratto Alfio Balsamo, fermandosi.

Santo Vacirca e Antonio Manfuso si guardarono, ridendo.

— Già.

Come c'era gente in piazza, tutti e tre si allontanarono per la strada del Lavinaro, dove non si vedeva nessuno. Alfio Balsamo stava a sentire, senza perdere una sillaba, interrompendo a ogni tratto: «E dove?... E come?... Davvero?...»

— Tante regine, ti dico, che non puoi averne un'idea...

E quelli abbassavano ancora la voce, e Alfio spalancava ancor più gli occhi. A un tratto, al chiassuolo di San Rocco, s'intese un rumor di passi.

— Chi è che viene?

— Tò — s'interruppe Vacirca — quella lì non è Anna Laferra?

— Con Vincenzo Sutro, guarda! — disse Manfuso — E quel povero Isidoro che abbiamo lasciato a Napoli disperato per lei!

Alfio Balsamo non disse niente; ma come se la vide passare dinanzi, dritta e superba, con la faccia pallida e i capelli scomposti, esclamò, in una risata: