Fuori, sulla spianata, le vendemmiatrici sedute in giro sui canestri capovolti si riposavano chiacchierando con le nuove venute, e gli asini della comitiva, sbandati qua e là, tritavano pampani, che ce n'era a discrezione. Il fattore badava al fuoco, dov'era messa a cuocere la minestra, intanto che la più parte dei suoi uomini se ne stavano sdraiati per terra, lungo i muri dei casamenti, cantando o dicendo male delle donne. Le donne non davano loro retta; alcune si allontanavano a piccoli passi, chè il sole già basso non scottava, altre schiamazzavano, ballavano fra loro, scambiavano le confidenze o si tiravano pugni, per chiasso. Si levava tutt'intorno un allegro vocìo, in mezzo al quale risuonavano affievoliti i colpi di martello del bottaio che restava ancora in cantina, ad allestire il suo lavoro.
Donna Giovanna non perdeva di vista Anna Laferra che stava vicino alla porta del palmento, battendo i piedi, come contrariata; e si sentiva sulle spine temendo che il frutto delle sue fatiche andasse perduto, in un momento.
— Bella Madre, ispiratela voi!
Ma come vide Alfio uscire, fermarsi un istante dinanzi ad Anna ed avviarsi per la vigna insieme con lei, le parve come se le avessero levato una pietra dallo stomaco.
— Sia lodato Dio! Adesso faranno la pace!
Lungo la redola troppo stretta, Alfio precedeva di qualche passo Anna Laferra, guidandola per la vigna.
— La Falconara è grande! Non ci siete mai stata?
— No.
— Ora la vendemmia è quasi finita.
I suoi piedi nudi non facevano nessun rumore per terra; si sentiva soltanto il fruscìo della veste di Anna che strisciava sui pampani di cui era ingombro il cammino.