Come gli fu vicina, si mise a ridere.
— Perchè ridete?...
Lei si guardava attorno, non sapeva come fare.
— Scendiamo al fiume.
Pochi passi ancora, e il fiume apparve, come uno specchio lucente, in fondo al valloncello, sotto la ripida china che divideva il terreno coltivato dal greto sassoso e folto di eriche.
— Dammi la mano.
Tenendosi stretti, precipitarono lungo il pendio, soffice per la sabbia finissima su cui si stampavano profondamente le orme.
— Ah!... sono stanca...
La corsa l'aveva animata, respirava a fatica, e sulle sue guancie brune si diffondeva un incarnato così vivo e gli occhi umidi sfavillavano tanto, che Alfio restò a guardarla, a bocca aperta.
Da lontano, s'intese un lento squillare di campanacci.