La comare Venera, tirandosi dietro il suo Vanni si avvicinava alle devote:

— Per San Placido, comare!... San Placido bello deve ridar l'udito al ragazzo!... Io lo farò mettere sulla sua barella, per la processione!...

E ad ogni offerta che cascava sul vassoio:

— San Placido ve ne rimeriti!

Napoleone, finito di imbandierare la via maestra ed il viale delle corse, scappava a casa a riporre due pacchetti di chiodi e tre gomitoli di spago che gli erano avanzati.

— Pensa al petrolio — gli raccomandò sua moglie.

E con la scala di nuovo sulle spalle, egli andava e veniva per riempire i lumi.

A mezzogiorno il campanone, quello che era stato offerto a San Placido dalla buon'anima della principessa di Roccasciano, fece sentire i suoi gravi rintocchi e la chiesa si riempì da non entrarci un cane. Il vicario e i canonici, in cappa magna, aspettavano il sindaco per andare a prendere la statua del santo, ma il sindaco non veniva.

— Don Delfo?... Chi l'ha visto?... Mandatelo a cercare...

Don Delfo era a casa a guardarsi la lingua, a domandare: