Stupito della sua temerarietà, don Delfo fuggiva ancora dalla dolceria, provando già ogni specie di brutti sintomi; e come vide lume in casa di Rocco Minna, andò a picchiare all'uscio.

— Son'io, Filomena...

Riconoscendo la voce del sindaco, la comare aprì, a fessolino, senza far rumore.

— Chi vi manda da queste parti?... Se viene mio marito succede un guaio...

— Tuo marito è in piazza — disse don Delfo, entrando. — Il guaio è un altro, che io sono rovinato!... Il freddo com'è, tonico?.. Vorrei un po' d'acqua calda...

La Filomena gli diede sulla voce:

— Cominciate da capo, con le vostre paure?

Don Delfo, intenerito, la prese per la vita:

— Quant'è che non ci vediamo?

— State fermo!