Anche don Gerolamo era stato chiamato, in fretta e in furia, dal segretario. E mentre Rocco Minna aspettava, arrivò la moglie di Napoleone, con le mani in testa:
— Don Gerolamo?... Don Gerolamo, per carità...
— Non c'è; che cosa volete?
— Mio marito se ne muore di colera!... Maledetta la festa e il suo guadagno!...
Nel paese che si destava improvvisamente la notizia si spargeva intanto come un lampo:
— Il colera! C'è il colera! San Placido ne scampi e liberi!... Don Delfo aveva ragione!...
Il farmacista correva per tutte le case in rivoluzione, grattandosi la testa, perdendoci il suo latino, interrogando gli attaccati:
— Ma che cosa avete mangiato, da potervi far male?
— Nulla... lo spumone — rispondevano tutti.
E mentre don Tino contava i soldi guadagnati la sera, si vide arrivare i carabinieri, a cercar la sorbettiera.