— Non ci sarà nessuno, sono fra loro parenti. Andiamo, non fate il difficile; hanno saputo che siete un gran suonatore e vogliono ammirare la vostra abilità! E poi, date retta: quando sarete lì, guardatevi bene attorno... e me ne darete notizie!
— Che intendete dire?
— So io!
Salvatore aveva un cuor d'asino e un cuor di leone, come si dice, e non sapeva decidersi tra la voglia di andare dalla marchesa e la soggezione che lo vinceva soltanto a pensarci.
— Dunque, stasera? — venne a rammentargli Raffaele il cocchiere della signora, che era dilettante di chitarra.
— Ci sarete anche voi?
— Passerò a pigliarvi.
Così, quando fu l'ora, egli mise il suo abito più bello, prese lo strumento sotto il braccio e s'avviò.
II.
Per una settimana, Salvatore non si potè levar di capo il ricordo della serata della marchesa.