Per lo mortal deserto
Non venni a te, che queste nostre pene
Vincer non mi paresse un tanto bene.
E amando egli solo, senza sapere ancora qual sorte è serbata all'amor suo, che slancio d'immaginazione, che superbe speranze:
Che mondo mai, che nova
Immensità, che paradiso è quello
Là dove spesso il tuo stupendo incanto
Parmi innalzar! dov'io
Sott'altra luce che l'usata errando,
Il mio terreno stato