Pur ne' tuoi contemplando i suoi begli occhi,

Cúpido ti seguii finch'ella visse,

Ingannato non già, ma dal piacere

Di quella dolce somiglianza un lungo

Servaggio ed aspro a tollerar condotto.

Uscendo pertanto dall'ultima passione della sua vita, egli s'accorge che l'amor suo è stato “un lungo vaneggiare„; come quando, fanciullo ancora, pensando che il primo suo vano amore gli aveva fatto giudicar vani gli studii aveva concluso:

Deh quanto in verità vani siam nui!

Ma oramai egli è giunto sulle soglie della morte. E quando muore portando con sè sotterra, dopo aver tanto spasimato, la sua verginità; se pure Marianna Brighenti, che non lo ha allettato, ricusa pudicamente di far vedere ai curiosi la sola lettera d'amore che egli le scrisse; costei, la Targioni, la donna più ardentemente idoleggiata, il cui nome vero vive nella memoria degli uomini per l'amore di lui che l'ha cantata col nome di Aspasia; questa donna che ha avuto pochi scrupoli nella vita, che ha molto e liberamente amato, scrive al Ranieri dopo che il poeta è morto: “Molti ammiratori del povero Leopardi dimoranti in Parma mi hanno più volte chiesto e richiesto chi sia l'Aspasia su cui quell'insigne poeta scrisse canzone. Per carità, ditemelo voi se lo sapete, per togliermi da una filastrocca di lettere inutili e noiose....„

III. LA FAMIGLIA.

Se in tutto tranne che nell'amore ciascuno basta a sè stesso, l'uomo non è già solo nel mondo, la sua felicità dipende in gran parte da chi gli sta intorno. Tutto il genere umano può essere ed è considerato da alcuni filosofi come un essere vivente del quale ogni individuo è una cellula e i gruppi d'individui sono gli organi. La solidarietà tra gli uomini, tra le cellule umane, è tanto più salda, quanto più essi sono vicini: il gruppo più stretto è la famiglia. Da essa dipende l'educazione del cuore; la condizione dei parenti nel mondo è anche quella del giovane sino al giorno che egli può provvedere a sè stesso. Come è educato Giacomo Leopardi? In che stato sociale si trova?