— Io?... No, davvero... — e si studiava di sorridere, intanto che quell'uomo solo con lei nel suo palco, quel conte di Toledo che suo marito le lasciava al fianco, le diceva, col solo sguardo, senza aprir bocca: «Avete ragione!... vedete chi vi preferisce?... Non sapete che tutti gli occhi sono rivolti su di voi?... Ecco di qual uomo voi siete!...»

Era uno strano fascino che l'attirava ancora a quello spettacolo, un bisogno malsano di sentirsi straziare da quella vista, di comporre il suo viso a una indifferenza disinvolta sotto gli sguardi inquisitori che le pesavano addosso, intanto che il cuore le tumultuava, che dei propositi di scandalosa vendetta, attraversavano come baleni il suo cervello... Lanciare il suo guanto in viso a quella donna! alzarsi, chiedere il braccio del primo venuto, e dirgli: «Andiamo!...» così, a fronte alta, in presenza di tutti!

Adesso ella era sicura che a Roma, nei primi tempi della loro unione, egli era stato a trovare un'altra donna, che l'aveva trascurata per un'altra: la Balsamo, le amiche di Palermo quasi glie l'avevano detto. Voleva fargli intendere che sapeva tutto, voleva ingiungergli di rispettarla; e col ricordo di quel che aveva sofferto la sua mamma, il suo rancore si esasperava. Se credevano di far di lei una vittima, come quella poveretta! Ella sentiva a momenti di dover vendicare, coi proprii, i dolori della morta: allora si proponeva di parlar alto e chiaro; e i rimproveri amari, le parole di sdegno le salivano alle labbra; ella cercava assiduamente il modo con cui aprire finalmente il proprio animo al marito; ma, come l'occasione si offriva, ella taceva, indietreggiava, presa da una soggezione paurosa dinanzi a quell'uomo freddo, muto, che non le chiedeva più i suoi abbracci, che era nuovamente diventato l'estraneo, il nemico... Ella non si riconosceva più, non trovava più la nativa energia, la naturale schiettezza del proprio carattere, si sentiva avvilita da quel silenzio a cui era ridotta, quando invece avrebbe voluto prorompere, lagnarsi, ottenere giustizia, esemplarmente!... Egli rientrava a casa tardi, passava il pomeriggio in compagnia dell'amante; e la tentazione di andarli a sorprendere l'assaliva tratto tratto. Ogni sera egli era al Circo, e all'idea che essi si guardavano, si sorridevano, si comprendevano attraverso la folla, nell'assenza di lei, una insofferenza, una smania, un'ansia la distoglievano da ogni occupazione, da ogni discorso, da ogni altro pensiero... Un giorno, mentre erano a colazione, il cameriere venne ad annunziare:

— C'è di là il fattorino del teatro, con la pianta... dice se vogliono un palco, per la serata della Fumagalli...

Guglielmo fece un gesto di contrarietà.

— Sì — rispose lei, subitamente.

— Ma passerò io dal botteghino...

— Non è meglio fissarlo subito?... Dite che segnino il solito numero 10.

Egli non disse più nulla. Solo quando ella era già passata nella sua camera, se lo vide dinanzi.

— Un'altra volta — cominciò, lentamente — quando io dico qualche cosa, ti prego di non contradirmi. Hai capito?