Egli scoppiava in una risata.

— Oh! per questo, sì! sei proprio classica, te l'assicuro!...

— Io so che tutte m'invidiano i miei capelli d'oro...

— Di stoppa, vuoi dire. Tu poi devi metterti bene in testa una cosa: che le brune durano di più e che la tua, diciamo così, bellezza, finirà presto, non resisterà, che invecchierai rapidamente, che non ti si potrà più guardare...

Questo ella temeva, talvolta; ma perchè doveva egli dirle una cosa tanto dura?

— Allora, perchè non hai scelto una bruna?

— Io scegliere?... Ma se io non volevo prendere moglie di nessuna maniera?... Ah, no; non la vuoi sentire?...

— Ma, scusa, — proruppe ella una volta — se non volevi prender moglie, chi t'obbligò? Chi ti pregò di domandarmi? M'hai domandata, sì o no? Chi t'obbligò?..,

— Ah, chi mi obbligò?... — rispose egli con uno stridore nella voce cattiva. — E tutti gl'intrighi di tuo nonno, non li sai dunque? L'arte infernale con cui mi perseguitò, senza darmi requie, riducendomi al punto che non potevo uscir di casa, per paura di incontrare un amico, un compare, un mezzano, che mi parlasse di questo matrimonio?...

Ella aveva portato le mani alle orecchie, per non udire; ed egli continuava a sfogare, buttandole in viso le male arti del vecchio, le civetterie di lei, le trame che tutti gli avevano ordite quando egli si era ostinato a dire di no, di no, di no.